A proposito di GPGKeyOnUsbDrive
0Già da tempo utilizzavo il metodo descritto nella guida GPGKeyOnUsbDrive (qui la guida originale in lingua inglese) e pubblico qui di seguito le versioni migliorate (o, meglio, adattate alle mie esigenze) dei due script mount.sh e umount.sh proposti.
Il primo crea automaticamente i link alle proprie cartelle .gnupg e .ssh, dopo averne creato delle copie di backup, e l’altro ripristina lo stato originale. A voi il codice!
mount.sh
#!/bin/bash
dir=`dirname $0`
loopdev=$(sudo losetup -f)
sudo -p "Password (sudo): " modprobe cryptoloop && \
sudo modprobe dm-crypt && \
sudo modprobe aes_generic && \
sudo mkdir -p /media/encrypted && \
sudo losetup $loopdev $dir/disk.img && \
sudo cryptsetup -c aes -s 256 -h sha256 create usbkey $loopdev && \
sudo mount -t ext3 /dev/mapper/usbkey /media/encrypted && \
sudo chown -R $UID.$UID /media/encrypted/
ask_yesno () {
REPLY=
while [ "$REPLY" != "y" ] && [ "$REPLY" != "n" ] ; do
echo -n "$1 "
read -N 1
echo
done
if [ "$REPLY" = "y" ]; then
return 0
fi
return 1
}
backup_olddir () {
directory="$1"
mv "$HOME"/."$directory" "$HOME"/."$directory".BACKUP
}
create_link () {
directory="$1"
ln -s /media/encrypted/."$directory" "$HOME"/."$directory"
}
link_directory () {
directory="$1"
if [ -d "$HOME"/."$directory" ]; then
echo "Moving ~/.$directory to ~/.$directory.BACKUP... "
if [ -d "$HOME"/."$directory.BACKUP" ]; then
if ask_yesno "The directory $HOME/.$directory.BACKUP already exists, overwrite? [y/n]"
then
rm -rf "$HOME"/."$directory".BACKUP
backup_olddir "$directory"
create_link "$directory"
else
return 1
fi
else
backup_olddir "$directory"
create_link "$directory"
fi
else
create_link "$directory"
fi
}
for dir in gnupg ssh
do
ask_yesno "Do you want to link your private $dir keys? [y/n]"
link_directory $dir
done
umount.sh
#!/bin/bash
loopdev=$(sudo cryptsetup status usbkey | grep device | sed -e "s/ *device:[ \t]*//")
sync
sudo umount /media/encrypted
sudo cryptsetup remove usbkey
sudo losetup -d $loopdev
restore_olddir () {
directory="$1"
mv "$HOME"/."$directory".BACKUP "$HOME"/."$directory"
}
for directory in gnupg ssh
do
if [ -L "$HOME"/."$directory" ] && \
[ "`readlink ${HOME}/.${directory}`" = "/media/encrypted/.${directory}" ]
then
echo "Restoring ~/.${directory}"
rm "$HOME"/."$directory"
restore_olddir "$directory"
fi
done
Toshiba Folio100, ecco Android Honeycomb
1Android 3.0 Honeycomb, ovvero ciò che Toshiba non vi darà mai per il vostro Folio100:
La mod in questione è basata su VegaComb ed è frutto del lavoro di DexterPicard, ormai migrato da XDA a Tabletroms. Prima di illustrare la procedura di installazione, tenete bene a mente ciò che segue:
- tutte le applicazioni e le configurazioni utente andranno perdute;
- la fotocamera non funziona e non funzionerà almeno finché qualcuno non sarà riuscito a tirar fuori un port del modulo del kernel;
- alcune applicazioni scaricate dal market potrebbero non funzionare;
- il risultato non è garantito, perciò siate consapevoli che già conoscete l’autore di qualsiasi danno che potrebbe riportare il tablet: Voi stessi.
- Il cavo USB-to-mini-USB fornito nella confezione originale
- Ubuntu o Debian, nel mio precedente articolo trovate le informazioni su come configurare il sistema per l’utilizzo di ADB e simili (è inutile che mi chiediate di aiutarvi a configurare Windows, non rispondo a tali email);
- fastboot;
- ClockworkMod Recovery per Folio100;
- Folio3x di DexterPicard;
- Una memoria SD, con una quantità di spazio disponibile sufficiente a contenere il file update.zip della Folio3x;
- Un po’ di sale in zucca.
- Primo step: spegnere il tablet e riaccenderlo. Alla comparsa della schermata di boot (quella con il logo di Toshiba, per intenderci), premere 3 volte il tasto di accensione e 1 volta il tasto VOL+. Fate attenzione a non premere più di tre volte il tasto di accensione, otterreste la morte del tablet, con consequente visita al negozio dove lo avete acquistato.
- Secondo step: siete entrati nella fastboot mode: bravi! Ora aprite un terminale nella cartella di download dei file, scompattate fastboot e il file recovery.img contenuto nell’update.zip della ClockworkMod Recovery. Infine, collegate il tablet al computer via USB e testate il collegamento con il comando:
./fastboot devices
Se nella lista dei dispositivi compare il Folio100 come dispositivo sconosciuto, siete a cavallo e potete digitare:
./fastboot erase userdata ./fastboot erase system ./fastboot erase cache ./fastboot erase linux ./fastboot erase recovery ./fastboot flash recovery recovery.img ./fastboot reboot
Avete appena piallato (quasi) tutte le partizioni nella memoria interna e installato ClockworkMod come nuovo sistema di ripristino. Il tablet si riavvierà, alla comparsa del logo Toshiba premete contemporaneamente il tasto di accensione e VOL+, quindi in sequenza VOL+, VOL-, VOL+. Vi troverete nel menù di ripristino, ora non rimane che preparare la scheda di memoria.
- Terzo step: scompattate il file update.zip contenuto nell’archivio della Folio3x e salvatelo nella directory principale della memoria SD esterna e inseritela nel tablet. Dal menù di ripristino, selezionate «Apply sdcard:update.zip».
Link:
Refero, refers
0Benché io mi trovi spesso in prima linea nel criticare la mentalità e i costumi delle persone con le quali convivo all’interno degli stessi confini, nonostante io non mi lasci mai sfuggire l’occasione di far notare ai miei interlocutori la voglia matta di muovermi verso altri posti, io amo il mio paese.
So bene che può suonare strano alle orecchie di mi conosce e frequenta, eppure da sempre sono convinto che gli Italiani, con tutti i loro vizi e difetti, siano decisamente migliori di coloro che li governano (cit). Basta assistere allo spettacolo quotidiano del nostro popolo in movimento per capire che se qui c’è qualcosa che funziona, questa é l’Italia. Quella vera, trascinata dalle persone e dalle loro idee. Quella fatta di lavoro e studio, ricerca e sacrifici. Testa, braccia e cuore. Quella che, nonostante tutto, lavora meglio delle sue istituzioni.
Domani (e lunedì) questa nazione ha un’occasione imperdibile per riappropriarsi definitivamente della libertà di scelta che, fino all’ultimo, é stata messa in pericolo dagli spregiudicati tentativi dei governanti di convincere i governati della sua non-necessità.
L’invito a non andare a votare da parte di chi riveste una carica pubblica comporta pesanti ricadute sull’interpretazione del messaggio, che non può e non deve assumere contorni politici. Un chiaro esempio può essere d’aiuto: se un Ministro della Repubblica vi consiglia di andare al mare e un blogger qualsiasi vi invitare a fare di il contrario, ciò non significa che il primo sia verde-nero-di destra e il secondo giallo-rosso-di sinistra (la scelta dei colori e i riferimenti ideologici hanno la stessa importanza dei segnaposti del Monopoli). Molto semplicemente, quest’ultimo conosce e rispetta i valori costituzionali, mentre l’altro, con buone probabilità, é solo un povero malato.
Perciò, visto che richiamare i propri connazionali ai doveri nei confronti del proprio paese non é nè un messaggio elettorale nè uno spot politico, mi prendo questa libertà: andate a votare!
UbuntuStudio abbandona GNOME e abbraccia XFCE
0Il titolo é abbastanza self-explanatory, qui l’annuncio:
After various discussions, investigation and tinkering the Ubuntu
Studio team have decided to re-base the project on XFCE. The team
simple feel that Unity and GNOME-Shell do not fit our target audience
or intended workflow.
Shell non mi fa impazzire, Unity letteralmente cagare e, beh, se dai futuri setup verranno escluse tutte le possibili soluzioni che prevedono un minimo di supporto al vecchio stile grafico, aspettiamoci molti altri annunci simili.
Procedura di rooting per Toshiba Folio 100
4Aggiornamenti:
- 2011-05-12: Ho aggiornato la guida con le istruzioni necessarie al rooting permanente. Inoltre, ho messo a disposizione un archivio compresso contenente tutto il necessario.
Dopo aver effettuato l’aggiornamento all’ultima versione del software Toshiba vi sarà capitato di notare che il buon vecchio SuperOneClick non é più una soluzione valida per ottenere i privilegi di root.
Sul forum di xda-developers é prontamente comparso un thread che guida l’utente al ripristino di un’immagine precedente all’aggiornamento upstream al fine di aggirare il problema. Ma io, da buon malfidato, ho preferito lasciar andare e cercare una soluzione per conto mio.
Beh, eccola qui, semplice e efficace.
Si comincia installando l’Android SDK e configurando correttamente ADB per il corretto riconoscimento del Toshiba Folio 100 (una buona procedura testata su Ubuntu si trova qui). Poi si passa a scaricare e scompattare questo file.
Dopo aver smontato ogni SD dal Folio, collegato il device e abilitato la modalità di debug, bisogna spostarsi nella cartella contenente l’SDK, copiare psneuter o rageagainstthecage e tutte le utility necessarie dell’archivio compresso nella memoria interna, dunque entrare nella ADB shell. In breve:
cd ~/android-sdk-linux_86/platform-tools ./adb push rageagainstthecage /data/local/tmp ./adb push busybox /data/local/tmp/ ./adb push su /data/local/tmp/ ./adb push Superuser.apk /data/local/tmp/ ./adb shell
Ora siamo nel device, lasciamo compiere all’exploit il suo dovere:
$ cd /data/local/tmp $ chmod 4755 rageagainstthecage $ ./rageagainstthecage
Riavviamo adb, montiamo il filesystem in modalità di scrittura e entriamo nuovamente nella shell:
./adb kill-server ./adb start-server ./adb remount ./adb shell
Infine, non resta che installare a manina tutti i tool che ci permetteranno di ottenere nuovamente i privilegi di root dopo il riavvio del device (la presenza del carattere cancelletto ‘#’ indica i nuovi privilegi ottenuti):
# cd /data/local/tmp # ./busybox cp busybox /system/bin # chmod 4755 /system/bin/busybox # busybox cp Superuser.apk /system/app # busybox cp su /system/bin # chmod 4755 /system/bin/su
Se tutto é andato a buon fine, root é abilitato e funzionante.
Altrimenti, ripetere la procedura con psneuter.
Riferimenti
Ubuntu, Unity e la coerenza
0Io credo che non ci si possa lamentare della mancanza di vere e proprie scelte “comunitarie”, sono diversi anni che MOTU e Core-dev non affiliati a Canonical le forniscono forza lavoro a costo zero, rispondendo ai requisiti, orientando lo sviluppo verso precise direzioni e caricandosi sulle spalle le conseguenze di scelte se non imposte, quasi mai ampiamente discusse e condivise: questo é Ubuntu, bellezza! Conosciamo certi meccanismi da troppo tempo ormai per stupirci di fronte alle relazioni spesso difficili tra il main sponsor di Ubuntu e GNOME, per esempio, o al rapporto mai idilliaco con mamma Debian (a proposito, Debian ha lanciato il progetto DEX, per maggiori informazioni leggere qui).
Insomma, le regole del gioco sono chiare (perlomeno lo stanno diventando sempre più), la Comunità, gli sviluppatori volontari, Canonical e i suoi dipendenti hanno ruoli sempre più distanti gli uni dagli altri: da qualunque parte tu stia, o stai al gioco o lasci.
Io sono consapevole di questo e non mi lamento, mi limito a riflettere e a muovere le giuste critiche solo quando le situazioni appaiono così contradditorie da lasciare un alone di imbarazzo, come in questo caso (qui il bug su Launchpad e la risposta di BDFL).
Per quanto mi riguarda, mi chiedo seriamente se valga ancora la pena continuare su questa strada.
Segnalazioni per libmtp
0Ho aperto un thread sul forum di Ubuntu-it dove potrete segnalare malfunzionamenti e richiedere il supporto per nuovi device.
Segue un avviso:
NON effettuate il downgrade della libreria alla versione presente in Karmic o precedenti, potreste rendere inutilizzabili Rhythmbox e compagnia bella.





