Aperte le traduzioni per Ubuntu 8.04 «Hardy Heron»

Sono state aperte le traduzioni per Ubuntu 8.04 «Hardy Heron», i traduttori possono cominciare a lavorare fin da subito alla nuova versione. Come? Ma con Rosetta, ovviamente su Launchpad! L’annuncio potete trovarlo nel frigo.

Così, mentre il gruppo dei traduttori italiani riordina il programma di lavoro in vista dell’imminente meeting, io ho preso una decisione riguardante il sistema da utilizzare sul mio Stainer 3050: sarà una Gutsy (come si poteva immaginare) ma non a 64 bit.

Perchè mai tale stupore? In fondo non c’è nulla di nuovo: la versione per amd64 soffre di problemi e incompatibilità sconosciuti agli utilizzatori della versione a 32 bit.

64 bit… o non-64 bit. È il problema. Se sia meglio per l’anima soffrire oltraggi di fortuna, sassi e dardi, o prender l’armi contro questi guai e opporvisi e distruggerli.

Ecco il dilemma: meglio una versione ottimizzata per l’architettura del mio processore ma meno collaudata, oppure una meno performante ma più stabile e libera da quei piccoli e grandi problemi che sono i caratteri distintivi della release per amd64?

Dopo innumerevoli ore passate a riflettere, ho scelto la garanzia di stabilità che solo la i386 può offrirmi: il laptop lo uso per lavorare ad ogni ora del giorno, non posso star lì a perdere tempo nella ricerca di vie traverse al fine di guardare gli stream video su Firefox, o a testare tutti i vari plugin Java, per poi dovermi ritrovare con un plugin incompatibile con tutto il possibile e immaginabile, compresa addirittura l’applet IRC di Freenode.

Ciononostante manterrò sul mio desktop (Athlon64 3200+) la versione per amd64, accanto a «Hardy», anch’essa a 64 bit: lì qualche esperimento me lo posso anche permettere.

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