Avanti Hardy, miei prodi!

Ehhh! Fosse stato davvero così facile…

Ecco come è andata: ieri mattina mi viene l’idea – malsana – di passare finalmente a Ubuntu 8.04 «Hardy Heron», così, dopo aver attentamente analizzato tutte (o quasi) le possibili nefaste conseguenze, stravolgo il mio /etc/apt/sources.list e avvio il dist-upgrade.

Non l’avessi mai fatto… A causa di un bug (descritto in questo topic bello e grosso e, soprattutto, evidenziato) il sistema è imploso sotto le mie mani, così, dopo un backup della mia Home, sono passato ad installare il sistema interamente da capo.

Ho scaricato l’immagine della Alpha 6 alternate dal mirror principale, ho avviato l’installazione e atteso una mezz’oretta circa, fino al completamento della procedura. Al riavvio del sistema ho avuto molte piacevoli sorprese:

  1. ACPI: è stato esteso il supporto del kernel alla scheda madre del mio portatile, ora funziona tutto fin dal primo avvio, non è stato necessario procedere a nessuna particolare modifica della configurazione.
  2. GNOME 2.22: che dire… ho potuto tranquillamente utilizzare il nuovo compositor integrato in Metacity con i driver vesa, finalmente compatibili con la mia ATI Xpress 1200,  in sostituzione dei proprietari fglrx.
  3. Human Theme: davvero spettacolare! Per la prima volta penso che non cambierò una virgola delle impostazioni grafiche di default (fatta eccezione per lo sfondo).

In conclusione: penso che sia giusto sconsigliare l’upgrade a tutti gli utenti poco esperti nella gestione del sistema, soprattutto se soddisfatti dalle funzionalità e dalle prestazioni offerte dall’attuale versione stabile, Gutsy.

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