Che Ubuntu sarebbe senza….

vediamo che fine fà Ubuntu senza tutta la comunità dietro di esperti.

Una vera chicca: geniale! Genio! GENIO!
Viva l’espertocrazia!

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18 pensieri su “Che Ubuntu sarebbe senza….

  1. Sinceramente, quello che ho letto nel commento al post linkato mi pare lo sfogo di una povera zitella, pieno di invidia e poco informato sui fatti.
    Un vero genio… ma poi da quando chi sponsorizza e rende disponibile un prodotto gratuitamente dovrebbe sobbarcarsi l’eventuale costo di chi prova il prodotto stesso?
    Dico “prodotto” perché di questo si parla.
    E comunque nulla di nuovo, si sa che la nostra amata Ubuntu è portata avanti dalla sua comunità e per quanto sia difficile entrare nei vari team di sviluppo è pur sempre possibile influire sul suo sviluppo.
    Non sarà una democrazia ma anni luce meglio di altre soluzioni proprietarie…

  2. “Lasciatelo dire Renè (in questo caso Alessio) sei molto italiano in questo caso”(cit.)

    Come ho avuto modo di dire anche sul blog di Luca F. credo che il problema non sia stato tanto il cambiamento in se ma la mancata comunicazione delle motivazioni dello stesso.
    O meglio, delle motivazioni reali.

    Secondo il tuo ragionamento, per poter avere diritto di parola un utente dovrebbe ritagliarsi del tempo per poter farsi la “gavetta” all’interno di uno dei team (tempo personale permettendo) e poi in maniera molto pacata dire quello che pensa. Giusto ma se uno non ha fisicamente tempo di farlo? Voglio dire, non e’ possibile per tutti farsi un culo atomico come vi fate voi all’interno dei team. Per molti motivi: lavoro, scuola,ecc.
    E quindi? Non si puo’ dissentere? Perchè, attenzione, e’ questo quello che e’ stato detto.
    Il diritto di parola e di critica E’ PREROGATIVA DI CHI “LAVORA” al progetto.
    Sto parlando di critiche costruttive intendiamoci. Poi, i troll lo sappiamo tutti che esistono evvabbè…che ci si può fare?
    Però, Alessio, senza voler romperti/vi le palle con un altro fiume di parole ( immagino i coglioni che ti sei fatto in questo periodo a sentire gente che dice le peggio stronzate) l’unica cosa che e’ mancata e che sinceramente mi/ci preoccupa (intendo l’utente medio di ubuntu) credo sia appunto quello che ho detto all’inizio. La mancata comunicazione del perche’. Se Canonical farà in questo modo chiaramente non morirà nessuno! SI andrà avanti ancora e il mondo non finirà ma a mio avviso si avvicinerà tremendamente a quel mondo un po’ Borghiano ( da Borg, razza di Star Trek) che ha come simbolo una mela mangiata.
    Grazie comunque per il culo che vi fate e per la merda che vi prendete a gratis 🙂

    • “Lasciatelo dire Renè (in questo caso Alessio) sei molto italiano in questo caso”(cit.)

      LOL 😀 Questo fa sempre ridere!

      E quindi? Non si puo’ dissentere? Perchè, attenzione, e’ questo quello che e’ stato detto.
      Il diritto di parola e di critica E’ PREROGATIVA DI CHI “LAVORA” al progetto.

      È evidente che non ci siamo capiti: io penso che sia giusto che ognuno si senta libero di criticare, è anche importante che non si pretenda di *decidere* in quanto mero utilizzatore finale.

    • Sai perché persone come me continuano a lavorare sodo gratis per questo progetto?

      No, chiedo venia, a dir la verità non conosco i motivi dei singoli però i miei ce li ho ben chiari: mi piace sapere che la gente utilizza con successo e con piacere un prodotto al quale ho contributo anche io.
      In poche parole, mi soddisfa sapere di essere stato utile.

      Ora, non è l’ingratitudine a farmi incazzare, ma é vedere dei veri e propri capipopolo, sedicenti esperti di Ubuntu, che NON FANNO UN CAZZO per il sistema e per la Comunità, attaccare chi invece investe il proprio tempo e si fa il vero *culo* per fornire al mondo una release migliore della precedente.

      • farsi il culo ???

        non metto in dubbio l’impegno ma onestamente farsi il culo no perchè ogni “distribuzione” viene freezata da debian … apparmor è stato portato da openSuSE e altre features da Fedora … e per di più c’è una certa quantità di bugs di ubuntu che sono autoprodotti in casa ( non presenti in altre distribuzioni )

        volete rompervi il culo davvero ?

        bene … invece di freezare da debian , fatevi un vostro ramo di sviluppo e mantenimento …sai le risate poi.

      • Quoto in toto quello che hai detto Alessio.
        Tra l’altro spesso ho l’impressione che meno sono coivolti più criticano.

        @Cip&Ciop

        Mi puoi spiegare cosa vuol dire “non metto in dubbio l’impegno ma onestamente farsi il culo no perchè ogni “distribuzione” viene freezata da debian … ”

        Che cosa c’entra?
        Allora quelli che fanno documentazione, traduzioni, testing ecc. non si fanno (o non possono farsi) il culo?

        Guarda che l’universo Ubuntu è molto più di quello che credi…

        • Mi riferisco al mantenimento del software , onestamente , a titolo personale , me ne sbatto delle traduzioni e per quanto riguarda il testing , gran parte del lavoro è fatto dai testers di debian e dai normali utenti di debian e ubuntu ….

          Ripeto .. volete farvi il culo ?

          Fatevi un vostro ramo di sviluppo del software senza appoggiarvi a debian …

          • Fai una cosa: informati prima di parlare, e magari, ogni tanto, usa qualche termine proprio.

            Freezare significa tutt’altro.

            E poi: quali cifre confermerebbero ciò che dici? Se parli di cose reali, portaci qualche prova.

          • Giusto per chiarire, ma hai idea di quello di cui si sta parlando?
            Tu hai risposto a un commento di Alessio che ti garantisco parlava di TUTTE le persone che si fanno il culo contribuendo a Ubuntu.
            Guarda che il contributo dato a Ubuntu dalla sua comunità NON È SOLO mantenimento del software,eh?

            C’è tanta gente, te lo garantisco, che si fa il culo anche se non mantiene software…
            Lavoro ce n’è tanto e se uno ha voglia di contribuire COSTRUTTIVAMENTE c’è sempre posto, anche per esprimere le proprie critiche.
            Tutto il resto è solo fuffa e rumore di fondo…

            Se poi il tuo intento poi è scatenare un flame è un altro discorso…

            • Aggiungo solo una cosa.

              Mi riferisco al mantenimento del software , onestamente , a titolo personale , me ne sbatto delle traduzioni e per quanto riguarda il testing , gran parte del lavoro è fatto dai testers di debian e dai normali utenti di debian e ubuntu ….

              Te ne sbatti?
              Ma bravo… allora tu usi una Debian solo in inglese vero?
              Non so se lo sai, ma tanta gente che fa parte e lavora nella comunità di Ubuntu mantiene anche moltissimi degli stessi pacchetti direttamente upstream nel Translation Project e in GNOME, per non parlare delle traduzioni delle descrizioni dei pacchetti (Debian).
              Ovviamente non devo spiegarti che di tutto questo lavoro ne beneficiano anche gli utenti Debian vero?

              Se vuoi continuo con il testing e i bug riportati upstream ma non serve che ti dica tutto io, un po’ di lavoro di ricerca lo puoi fare anche tu, no? 🙂

              • @Sergio

                “C’è tanta gente, te lo garantisco, che si fa il culo anche se non mantiene software…”
                […]
                “Tutto il resto è solo fuffa e rumore di fondo…”

                Si hai ragione , ovviamente Ubuntu® fabbrica merendine vendute in tutto il mondo , quindi la prima cosa da fare è curare le traduzioni … ma chissene frega del resto ….

  3. Ecco vedi … è questo che mi piace di Ubuntu : la forma conta più della sostanza (*sarcasm*) … ammazzami pure sull’uso improprio del termine freezare , ma tanto la sostanza è la stessa , non cambia

    Cifre non ne ho , non mi occupo di marketing e lungi da me di occparmene o solo di interessarmene … anzi , a tutti coloro che amano le statistiche vorrei invece dire di prendere _sempre_ con le molle le statistiche , in particolare accertatevi _sempre_ della natura , delle caratteristiche , dell’affidabilità , dell’attendibilità del _campione_ , indipendentemente dalla fonte da cui provengono.

    vediamo un po’ invece cosa rispondi alle mie obiezioni :

    – è vero o no che per ogni rilascio semestrale usate uno snapshot di debian unstable ?
    – è vero o no che per preparare meglio l’uscita di Lucid vista l’incompetenza a generare qualcosa di stabile da SID , vi siete basati su debian testing ( attualmente squeeze ) ?
    – è vero o no che questa decisione è anche scaturita dal fatto che più volte il vostro “benevolo dittatore” è intervenuto presso debian per “forzare” i rilasci stable a cadenza semestrale salvo ricevere picche con la classica risposta ” la stable uscirà quando sarà pronta ” ?
    – quante patches del kernel provenienti dal ramo git di ubuntu sono accettate in mainline ? Risposta : nessuna fino adesso, perchè i fix importanti sono opera dei manteiners di debian spesso sotto forma di backport dalla mainline e regolarmente sono applicate al git di ubuntu come security fix.
    – come mai i bollettini di sicurezza di ubuntu contengono gli stessi medesimi fixes contenuti nei DSA di debian stable e puntualmente escono _sempre_ dopo questi ultimi ?

    • Ecco vedi … è questo che mi piace di Ubuntu : la forma conta più della sostanza

      Certo, tu parli senza conoscere e il problema (il mio) è la forma, mentre tu invece parli di sostanza.

      – è vero o no che per ogni rilascio semestrale usate uno snapshot di debian unstable ?

      Certo: “Ubuntu deriva da Debian” significa proprio questo.

      – è vero o no che per preparare meglio l’uscita di Lucid vista l’incompetenza a generare qualcosa di stabile da SID , vi siete basati su debian testing ( attualmente squeeze ) ?

      Ogni cosa ha i suoi motivi:
      https://lists.ubuntu.com/archives/ubuntu-devel/2009-November/029459.html

      Ah, ma siamo italiani, è vero: che palle leggere fino in fondo! Ora dico la mia e basta!

      – è vero o no che questa decisione è anche scaturita dal fatto che più volte il vostro “benevolo dittatore” è intervenuto presso debian per “forzare” i rilasci stable a cadenza semestrale salvo ricevere picche con la classica risposta ” la stable uscirà quando sarà pronta ” ?

      Non hai capito niente neanche qui: meta-cycle.
      Ma sono buono, anche in questo caso ti fornisco un po’ di documentazione:

      http://www.markshuttleworth.com/archives/288
      http://www.markshuttleworth.com/archives/290

      – quante patches del kernel provenienti dal ramo git di ubuntu sono accettate in mainline?

      Ho dovuto fare uno sforzo per non diventare volgare: cosa cavolo dici?
      patch non significa sempre bugfix e downstream spesso fixa i problemi in modo diverso da upstream. Ma questo non significa che il lavoro svolto da downstream non sia buono.

      Hai altre obiezioni in merito? C’è un Kernel team ed è anche facile contattarlo.

      – come mai i bollettini di sicurezza di ubuntu contengono gli stessi medesimi fixes contenuti nei DSA di debian stable e puntualmente escono _sempre_ dopo questi ultimi ?

      Non mi occupo di security, quindi non conosco esattamente il motivo.
      Però molto cose si spiegano se si pensa che molti di noi Ubuntu developer sono anche impegnati nello sviluppo di Debian e quando ci si accorge di qualcosa che non va, é pratica comune far entrare la patch prima in Debian e poi in Ubuntu.

      C’è bisogno che ti spieghi il perché? 😉

  4. Certo certo …. io non ho capito niente … vabbe’ visto che mi spiego male , o fai finta di non capire , o sei de coccio … bando alle ciance …. vista la stretta , strettissima dipendenza da Debian che _FA_ in larga , larghissima parte quel che va sotto il nome di Ubuntu , il dittatore benevolo non può dire “Ubuntu non è una democrazia” == “Io e il mio ristretto gruppo di de-de-de … velopers facciamo quel che ca**o ci pare ; Io sono io e voi non siete un ca**o ”

    … questa posizione può essere sostenuta tranquillamente da soggetti come redHat o OpenSuse che sviluppano in proprio il software e lo rendono disponibile alla comunità … non certo da Ubuntu.

    Ubuntu ha una grossa , capace ed efficiente infrastruttura per lo sviluppo del software ma è povera di sviluppatori “VERI” …. e comunque vedremo nei prossimi mesi quanto peserà questa sua uscita ( ti dice niente il nome di Linspire ?) .

    I bollettini di sicurezza di Ubuntu ( USN ) sono sempre “copie carbone” dei DSA di debian.

    Per la cronaca i maggiori contributori allo sviluppo del kernel sono Red Hat, Google, Novell, Intel, e IBM ( http://www.desktoplinux.com/news/NS7450801259.html ) …

    Concludendo Ubuntu _non è indipendente_ per quanto riguarda il _parco software_

    • I bollettini di sicurezza di Ubuntu ( USN ) sono sempre “copie carbone” dei DSA di debian.

      Prima di fare delle affermazioni così pesanti, ti invito a informarti di più sui rapporti fra Debian e Ubuntu, scopriresti cose che ora neanche immagini 😉

      Concludendo Ubuntu _non è indipendente_ per quanto riguarda il _parco software_

      Nessuna distribuzione lo é. Neanche RedHat.

      I developer di tutte le distribuzioni hanno, fra i compiti fondamentali, la manutenzione di software di terze parti all’interno della stessa. E con terze parti indico tutti quegli upstream che scrivono i propri programmi con l’obiettivo di renderli funzionanti, indipendentemente dall’architettura e dalla distribuzione dell’host.

      In un mondo open nessuno é indipendente.

  5. Bene, per venire incontro a richieste pressanti (ma sarà poi vero) della comunità (credo forse solo di alcuni), pare che i cattivissimi pulsanti delle finestre se ne ritornino a destra…
    Per carità, capisco le ragioni dei detrattori, troppo Mac-style.
    È pur vero che si cerca il cambiamento, il “famoso” cambio di rotta più volte invocato dalla stessa comunità (forse sempre da quelli citati in precedenza).
    Ora selezionando i temi Ambiance e Radiance i bottoni saranno a sinistra, per gli altri temi saranno a destra.
    Speriamo ora che invece di parlare di bottoni e frivolezze grafiche si parli di stabilità, robustezza dei programmi, interoparabilità tra sistemi operativi e tante altre stupidaggini che non si vedono…

    Fonte notizia: http://www.oneopensource.it/29/03/2010/ubuntu-ascolta-in-parte-le-lamentele-i-pulsanti-tornano-a-sinistra/

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