Io, d’accordo con Travaglio

Non sono uno di quelli che, tirato il sasso, si apprestano a nascondere la mano. In ventiquattro anni di vita non mi è mai capitato di scendere d’improvviso dalle nuvole, so bene cos’è la realtà e ne conosco alla perfezione la sua meccanica. Perciò mi stupisco di Fabio Fazio. Ma non solo di lui.


Mi stupisco di quelli che fanno casino, per poi chiedere scusa. Mi stupisco di quelli che urlano “lesa Maestà” riferendosi all’affronto subito da una certa carica dello Stato (maddeche?), che proprio come un’altra non è. Mi stupisco di chi teme che “in questo modo si possa minare il dialogo”. Mi stupisco di coloro che vogliono vivere in un paese di legalità, e dunque “via i rumeni”. Mi stupisco di chi non ricorda. Mi stupisco di chi, vent’anni fa, frequentava male: povero, Lui. Mi stupisco di chi, per zittire, querela – pare essere una moda che tira molto, negli ultimi anni.

Tutta la mia solidarietà va a Marco Travaglio e a tutti quei giornalisti che fanno il proprio lavoro con estrema serietà e con il massimo della professionalità.

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Corriere della Sera

RaiNews24

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8 pensieri su “Io, d’accordo con Travaglio

  1. A proposito di Travaglio:

    L’industria della coscienza …

    Ma chi fa parte dell’industria della coscienza? Chi oltre all’attuale e ben nota leadership politica di sinistra – i noti Piero Fassino, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Fausto Bertinotti, Oliviero Diliberto, Antonio Di Pietro – ne fa parte? Ecco alcuni nomi illustri: Beppe Grillo, Roberto Benigni, Dario Fo, Marco Travaglio, Michele Santoro, Gino Strada, Nanni Moretti e tanti altri come loro che da sempre si adoperano incessantemente a tenere ben sveglie le coscienze altrui e ben alti i propri profitti grazie al sentimento spinto di matrice sinistra. Già, perché sono migliaia i cultori dell’ideologia buonista ancora attivi, e hanno tutti – salvo qualche rarissima eccezione – un denominatore comune: un cospicuo conto in banca. E così fu che la cosiddetta elite della coscienza si inventò paladina dei poveri, per poi in seguito spacciarsi per la parte migliore del paese, la parte più buona, quella sana …

    http://new-italy.net/i-falsi-profeti/industria-della-coscienza/

  2. Ma x favore imparassero l’educazione i giornalisti come Travaglio. In Italia c’è libertà di stampa e di espressione, non libertà di insulto.

    Riguardati il video, non da nessuna notizia o documento o informazione sul presidente del Senato. Dice solo che fa schifo e che è paragonabile alla muffa.

    Questa la chiami libertà di informazione?

  3. Profondamente d’accordo. Ho sentito Travaglio due giorni dopo il suo intervento da Fazio, al Salone del libro, e non ha fatto altro che snocciolare altre palesi e tristi verità. Con la sua classica verve e un forse eccessivo semplicismo, a momenti, ma solo sacrosante verità. Ma pochi ormai sono interessati a sentire la gente quando si parla di libertà di informazione e di etica. Se qualcuno ha ancora il coraggio di mettersi in discussione e di leggere quello che dice “l’altro”, consiglio “La scomparsa dei fatti”, il precedente libro di Marco.

  4. io purtroppo non mi stupisco piu’ di niente, tanto meno di come maltrattano i vari forleo-travaglio-grillo-santoro-luttazzi-dipietro-ecc-ecc-ecc-ecc ma son sempre dalla loro parte e di chi pensa che la legalita’ e la liberta di informazione e la lotta alla mafia-governo sia tutto quello che ci serve.

  5. Questa non è una questione di opinioni, nessuno ha insultato o insinuato niente. E’ una questione di fatti
    “Travaglio ha fatto alcune dichiarazioni, tratte dal libro scritto con Gomez: “Se li conosci, li eviti” e da: “I complici” di Lirio Abbate e Gomez.

    Che Schifani smentisca di conoscere quelle persone.
    Che Schifani smentisca di averci mai avuto a che fare.
    Che Schifani smentisca di averci a che fare, anche adesso.

    Un proverbio cinese dice “Quando qualcuno indica la luna, solo gli stupidi guardano il dito”. Smettetela di guardare il dito, date un’occhiata un po’ più in la’ del vostro naso.

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