Quando tutto ebbe inizio

Tutto cominciò quando mi accorsi di aver distrutto la tabella delle partizioni NTFS del mio disco fisso principale.

Lavori, configurazioni e dati di ogni genere stavano lì, come sospesi in una sorta di limbo a metà fra la vita e la morte: avevo bisogno di trovare una soluzione affidabile e sicura, dovevo assolutamente recuperare ogni cosa.

Era il 2006 e il mese era novembre, all’epoca producevo musica, ogni tanto ancora mi esibivo (quanto è strano, per me, oggi, ricordare quei momenti) e usavo Windows XP, unico sistema allora compatibile con l’hardware Behringer di cui disponevo.

Il giorno seguente alla catastrofe, Valerio “nontiseguo” mi diede una live di Ubuntu e cercò di consolarmi con un:

Nel caso in cui non riuscissi a riparare il danno con questa potrai almeno controllare la posta!

Mi ci vollero un paio di giorni per risolvere la situazione che si era venuta a creare e nel frattempo cominciai a esplorare la versione 6.10 di Ubuntu, trovandola un po’ bruttina ma sicuramente veloce e di facile utilizzo.

Ciò mi turbò, sinceramente non avevo ancora toccato con mano i progressi fatti negli ultimi anni dalle varie distribuzioni, la mia esperienza con i sistemi Linux si fermava a una decina di anni prima[1], quando avevo riposto una RedHat 4.2 in un cassetto della stanza di casa mia che oggi viene definita (non senza una certa importanza) come lo studio, ma che allora era la più popolare camera degli ospiti. Dopo mille incazzature, diverse umilianti sconfitte e anche gloriose soddisfazioni (solo chi ricorda quell’epoca sa bene quanto fosse emozionante veder partire X per la prima volta) decisi che per Bitmore e compagni (in realtà, fin da subito non mi accontentai della sola RedHat, provai anche Debian e altre distribuzioni) avrei trovato del tempo una volta imparato il C e completato Quake.

Passati diversi anni, dimenticati i buoni propositi, la musica entrò prepotentemente nella mia vita e così declassai la “programmazione”[2] ai posti più bassi della classifica delle mie priorità. Su tutti i miei desktop e laptop vi era installata una copia di Cubase SX con una miriade di plugin VST e passavo il tempo a creare, suonare, ri-suonare, filtrare, equalizzare, campionare, mixare, re-mixare e masterizzare[3] qualsiasi cosa mi passasse per le mani (una volta ho persino curato la produzione e post-produzione della colonna sonora di un cortometraggio!): questa era la mia vita.

E ancora: la ricerca dei club dove ascoltare e ballare della buona elettronica, e la passione per la house music (della quale oggi, viste e ascoltate le più recenti hit etichettate come house, con infinito dispiacere do notizia della sua morte), e tutto il rubato allo studio universitario, e i miei problemi, le avventure, gli amici, e Lanzarote e Barcellona.

Già, Barcellona. Penso a quei momenti e si torna di nuovo al 2006. L’estate stava finendo e proprio durante quella vacanza mi accorsi di averne le palle piene di essere la dimostrazione vivente di come possedere una personalità poliedrica potesse rappresentare il peggior difetto di un uomo. Così, al rientro in patria, deciso a mollare tutto il superfluo per concentrarmi sul mio futuro, inserii la freccia e mi preparai a svoltare.

Gli incontri furono decisivi. Fu proprio allora che, in un pomeriggio di uno splendido ottobre romano, conobbi Valentina, la mia dolcissima metà, con la quale condivido tutto ciò che sono: molto di me deriva dal nostro rapporto.

Un altro importante incontro fu la Comunità Italiana di Ubuntu: pochi sanno che Milo fu il mio primo contatto, iniziai a tradurre qualche programma qui e là, entrai quasi subito nel Gruppo Documentazione e nel giro di qualche mese fui nominato editore del wiki, quindi amministratore (ruolo che ancora oggi ricopro insieme all’amico Leo Iannacone).

Dopo poco più di un anno dal mio ingresso in Ubuntu-it il mio interesse si spostò verso lo sviluppo, cominciai lavorando sui merge/sync da Debian, proponendo piccole patch e, infine, grazie soprattutto al grande sostegno fornitomi da Luca Falavigna e i due “Andrea” (“warp10” Colangelo e “gaspa” Gasparini) entrai ufficialmente a far parte del team di sviluppo di Ubuntu nel febbraio 2009.

Il resto (almeno in buona parte) è noto.

A questo punto, cari Lettori (o almeno quei pochi che hanno avuto la pazienza di arrivare fino a questo punto), é doveroso per me rispondere alle domande che quasi tutti vi sarete posti:

Cosa é successo? Qual é il motivo di cotale pippone?

Ammazza che palle: hai finito?

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