Ubuntu, il caos intorno al nuovo look

Il look della Ubuntu che sarà ha dato vita a una bagarre senza precedenti, in breve ecco le principali fazioni che, da qualche settimana ormai si fronteggiano su forum e blog, e le loro opinioni:

  • partito del +1: “Che figo! In quanto a bellezza grafica, Leopard a Lucid glie fa na ‘pippa!”
  • partito del -1: “Che schifo! Chi cazzo é stato a spostare i pulsanti lì a sinistra?”

Chiariamo subito: io appoggio la tesi del primo partito, al di là della posizione dei pulsanti, Lucid rappresenterà davvero un salto di qualità e con ciò non intendo sostenere che non sia migliorabile, dico solo che, per la prima volta, avremo fra le mani qualcosa che sarà insieme usabile e graficamente accattivante.

Insomma, ecco la dimostrazione (mai fornita prima) del teorema:

usabile != bello_da_vedere

Non dimentichiamo che tutte le possibilità di personalizzazione dell’ambiente grafico resteranno immutate (per chi non l’avesse capito prima, mi riferisco a GNOME), ognuno sarà ancora libero di scegliere quale sfondo utilizzare, modificare il tema, {aggiungere,eliminare,modificare,spostare} i pannelli e, ebbene sì, ri-posizionare i famosi controlli delle finestre nella posizione originale.

A proposito di tali maledetti controlli: si tratta di un tentativo di cambiare qualcosa che obbligherà gli utenti decisi a mantenere il tema di default a adattarsi a cercare i pulsanti non più a destra, ma a sinistra. Ok, il primo impatto potrebbe provocare disorientamento ma, insomma, stiamo parlando dei pulsanti di massimizzazione&minimizzazione&chiusura delle finestre e mi vien da chiedere agli accaniti sostenitori del partito avverso cosa farebbero se un giorno fossero costrettti a traslocare di casa.

Ora, a tutto quello di cui sopra, aggiungiamo il re-branding e qui sarò breve: a me piace e, soprattutto, non riesco a vederlo come un rischio per la struttura della nostra Comunità nè per i meccanismi che ne regolano l’esistenza. Insomma, ci sono team che badano a raggiungere gli scopi prefissati, c’è un Development Team, un Security Team, un Artwork Team, un Design Team e molti altri, se si vuole partecipare ai processi decisionali non si può farlo scrivendo attraverso il proprio blog o postando messaggi sui forum, per farlo é necessario entrare a far parte della parte attiva della Comunità, quella parte composta da persone che, nel pieno rispetto delle regole, intraprendono dei percorsi all’interno della stessa.

Da ciò deriva che bisogna accettare che attribuire al mero utente la definizione di parte passiva non significa svilire il suo ruolo, i feedback sono sempre richiesti ma, appunto, l’utente non può pretendere di decidere con la propria opinione, anche se largamente condivisa. Se davvero l’utente vuole partecipare al team di sviluppo, può chiedere aiuto a qualche sviluppatore, proporre delle patch, iniziare a fare il triaging dei bug, oppure se preferisce entrare a far parte del Documentation team, dovrebbe cominciare leggendo tutta la pagina del wiki e iscriversi alla mailing list, etc.

Per concludere, sono d’accordo con Mark, questa non é una democrazia, forse questo sistema non é ancora perfettamente meritocratico ma mi sento di assicurare che chi si impegna viene sempre premiato.

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26 pensieri su “Ubuntu, il caos intorno al nuovo look

  1. Non credo che sia necessario essere parte di qualche gruppo per poter esprimere la propria opinione.
    I tasti a sinistra hanno una caterva di controindicazioni sia di usabilità che di abitudini consolidate del 98% dell’utenza di Ubuntu.
    E’ giusto che Ubuntu non sia una democrazia, non ho mai creduto a questo modello per le questioni scientifiche o tecniche, ma vorrei che non fosse una anti-democrazia, per cui tre esperti o presunti tali, affezionati allo stile Mac, impongano al mondo la loro opinione, peraltro discutibile.

    Onestamente i risultati di questo team sull’esperienza desktop sono deludenti e insignificanti.
    Le “nuove” notifiche – che gnome 3 supererà – l’indicator applet (pallida e poco usabile imitazione di alcune caratteristiche della dock del mac) e infine da trovata dei pulsanti a sinistra.

    Non sono un esperto del tema “desktop experience”, ma sono un utente di computer da circa 25 anni. Se mi chiedevano un parere gliene davo di migliori e gratis.

    • Non credo che sia necessario essere parte di qualche gruppo per poter esprimere la propria opinione.

      Le opinioni degli utenti finali sono sempre apprezzate, é altresì importante non pretendere di avere l’ultima parola in merito, tali onere e onore non spettano neanche al singolo developer.

      Per quanto riguarda il resto, credo che tu abbia espresso delle obiezioni condivisibili, desidero però porre l’accento su un dettaglio:

      “Che figo! In quanto a bellezza grafica, Leopard a Lucid glie fa na ‘pippa!”

      IMHO è più bello di Mac OS, ma non sono comunque un sostenitore della tesi “Lucid sembra il Mac”: i due sistemi in comune hanno solo la tonalità dello sfondo di default.

  2. Devo ammettere però, che dopo due giorni di sbandamento iniziale, i pulsanti a sinistra mi sembrano meglio. Si hanno tasti e menu raggiungibili in un’unica direzione.

  3. condivido l’idea che per far funzionare al meglio un processo decisionale in una comunità eccentrica come quella foss il concetto di democrazia non trova luogo. e in questo concordo con m.s.
    tuttavia la scelta di spostamento dei tre pulsanti ha sollevato soltanto critiche e quindi, democrazia, meritocrazia o altro, la scelta mi pare abbastanza errata. alla fine sono gli utenti a decidere, ma se questi ultimi hanno già espresso un’opinione (>90% contrari) che senso ha mantenere questa posizione.
    l’unico dubbio che ho è: m.s nel suo primo intervento ha dichiarato che lo spostamento dei pulsanti è stato dettato dal voler sperimentare soluzioni nuove per la parte destra della barra del titolo. ok, ma allora non si poteva aspettare e così l’utente avrebbe giudicato l’opera ultimata?

    • Francesco, la stragrande maggioranza delle critiche non si sono dimostrate costruttive, da quanto ho letto mi è sembrato vedere solo persone divertirsi a gettare letame sul lavoro svolto, senza fornire alcuna possibile alternativa.

  4. Personalmente mi trovo in perfetta sintonia con quanto detto da Alessio.
    È molto divertente vedere come la comunità di utenti si arrovella e si diletta nel trasformare il proprio desktop/sistema con un guazzabuglio di effetti_grafici_dock_plasmoidi_sfondi_temi_ed_altre_amenità e solleva un NON-PROBLEMA sui pulsanti delle finestre.
    Uso Lucid da un po’ e non ho trovato il benchè minimo problema ad abituarmi allo spostamento, ma proprio nessuno… boh.. sarò un caso speciale…
    Piuttosto (come mi ha fatto notare Milo) è opinabile il fatto che attualmente i 3 bottoni siano 3 immagini, senza visualizzazione di finestrella informativa e comunque con la mancanza di non adeguarsi alla presenza contemporanea dei bottoni (fateci caso è un po’ bruttino da vedere).
    Ovviamente sempre dal mio modestissimo punto di vista.

  5. Si hanno tasti e menu raggiungibili in un’unica direzione.

    E’ appunto questo l’errore.
    In Mac Os X la cosa ha più senso: i menu sono fuori dalla finestra, nella barra superiore. Non solo, in Mac non esiste il concetto di finestra massimizzata, quindi è raro ritrovarsi il pulsante di chiusura vicino al menu. Terzo, in Mac il pulsante di chiusura in molti casi mette l’applicazione nella dock, ma non la termina.

    Imitare una caratteristica di una determinata interfaccia grafica isolandola dal contesto in cui quella caratteristica è stata concepita, denota una certa approssimazione.
    Il che è molto deludente.

  6. E’ un non problema, ma già che ne parliamo…

    sull’argomento pulsanti la penso come guiodic. Io uso anche macos e i pulsanti a sinistra li ho sempre trovati scomodi pur avendoci fatto l’abitudine.

    In ogni caso ben vengano i team che autonomamente si occupano delle diverse parti del sistema. Non ho avuto ancora modo di provare LL, quindi mi sono fatto un’opinione solo dagli screenshot, ma il lavoro del team grafico – posizione dei pulsanti a parte 😉 – mi piace molto.

  7. Aggiungo: al di là della posizione dei pulsanti (facilmente reversibile con un semplice editing della relativa opzione da gconf-editor), a me piace anche tutto il resto!

  8. Ma secondo me lo spostamento da destra a sinistra dei pulsanti è l’ultima cosa su cui bisogna parlare. Io parlerei più che altro dello sfondo di quei tre bottoni… Avete già provato ad aprire una finestra che non possiede tutti 3 i pulsanti? l’effetto è davvero brutto!

    Con il tema attuale quindi non si può nemmeno cambiare l’ordine, provare per credere! La scrollbar secondo me è un po’ troppo grossa. Per esempio se cliccate sull’icona del volume presente sulla barra, il bottone che serve a regolare il suono è spropositatamente grande.

    Questo improvviso cambio dei colori dal marrone al viola proprio non l’ho capito, anche perché ora come ora c’è un misto dei due temi che non è molto bello da vedere. C’è un mix di icone arancioni e viola che a mio avviso non rende proprio.

    Ovviamente tutto questo è IMHO… e preciso che non è un commento voluto per far rumore e basta. Credo davvero che non stiamo facendo grossi passi avanti sotto questo punto di vista…. anzi.

    • Sull’effetto causato dal mix dei temi mi trovi d’accordo, fa abbastanza schifo!
      Ciononostante, considero queste novità come un primo passo “verso un futuro migliore” 🙂

  9. Tutto questo caos è molto bello! 🙂

    Mi spiego meglio: anche se sono critiche, è positivo siano emerse perché denotano un interesse molto alto su Ubuntu. Denotano che le persone che usano Ubuntu si sentono parte del progetto. Sarà perché “io sono quel che sono per merito di quello che siamo tutti”. Questo è un fatto molto positivo.

    Poi, (provocazione) se si vuole davvero cambiare il mondo, bisogna alzare il sedere dal divano, buttare il telecomando della TV, e cominciare a lavorare per cambiarlo. Questo vale per Ubuntu come per qualsiasi altro aspetto della propria vita! :-))

  10. Mah, se posso permettermi, il discorso che fa Alessio puo’ essere condivisibile o meno però credo che la cosa ha dato fastidio a molti utenti non sia tanto il cambiamento quanto, passatemi il termine non proprio correttissimo, la “prepotenza” nell’imposizione del medesimo SENZA (ecco il vero punto della questione IMHO) una spiegazione adeguata.
    Sappiamo tutti che i troll son sempre pronti a sbadilare letame come dei maestri Jedi su questo tipo di cambiamenti però dando un’occhiata su Launchpad ai commenti a questo “bug” mi pare che non ci siano solo persone che si lamentano in maniera molto violenta e inutile ma qanche qualcuno che chiede spiegazioni maggiori.

    In una comunità tutto sommato “tranquilla” e affiatata come quella Ubuntu la mia opinione e’ che sarebbe bastato un po’ piu’ di comunicazione e trasparenza. Tutto qui.
    Poi, figuriamoci!, nn saranno tre tasti a farmi cambiare distro 🙂

  11. Quello che sfugge di vista, forse, è che Ubuntu non ha nessun obbligo di conservazione dell’interfaccia. Leggete la promessa Ubuntu stampata sui cd: “Ubuntu sarà sempre gratuita, verranno rilasciati aggiornamenti di sicurezza…” eccetera eccetera.
    Dicono forse: “Ubuntu avrà sempre la stessa GUI perché noi siamo schiavi della nostra utenza e facciamo solo quel che vogliono loro”? Non penso. 😉
    Sembrerò severo, ma è stupido lamentarsi perché Canonical prende una decisione che vuole lei senza che abbia ascoltato la propria imposizione di idee. Facciamo un referendum su ogni ritocco grafico? Ma dai…
    Comunque Mark sbaglia, in un certo senso. Il software libero è una democrazia. Se non mi piace, lo modifico e lo ridistribuisco. Easy.
    Me li vedrei gli stessi troll a lamentarsi di Windows o Mac OS… non lo farebbero. Quindi che senso ha? Nessuno. 🙂

    A proposito, Alessio, mica potresti mettere la possibilità di iscriversi per email ai commenti? 😉

    • “Ubuntu avrà sempre la stessa GUI perché noi siamo schiavi della nostra utenza e facciamo solo quel che vogliono loro” – Lazza

      Si ma la GUI è sempre più simile a quella di Mac OS.

    • Comunque Mark sbaglia, in un certo senso. Il software libero è una democrazia. Se non mi piace, lo modifico e lo ridistribuisco. Easy.

      Easy, sul serio: chi non è soddisfatto è libero di cambiare ciò che vuole, ma free_software (che è diverso da open_source) non significa democrazia. E Mark si riferiva a Ubuntu, non al software libero in generale.

  12. Sto togliendo ubuntu da tutte le macchine……loro fanno le loro scelte…e io faccio le mie…

    Sarebbe però cosa gradita che venisse cambiato il nome della distribuzione poiché queste 2 frasi:
    – ubuntu, antica parola africana, usata anche da Mandela, simbolo di democrazia
    – Mark:”Ubuntu non è una democrazia”
    Non vanno bene insieme! E’ un insulto a coloro (come Mandela) che si sono battuti e si battono per la democrazia in Africa e in altri paesi nel mondo.
    Chiamatela….chessò: SonoMarkequestaèlamiadistrotunonvaliuncazzo? Così almeno in futuro si scansano equivoci e problemi.

    Per quanto riguarda il tema, beh ho fatto la prova del 9. Lo ho mostrato a una decina di studenti nel mio laboratorio. 4 hanno detto che è una brutta copia del mac (di cui 2 bruttissima), 3 hanno detto che il colore viola è bruttissimo, i restanti 4-5 sono stati un pelo più attenti e hanno notato i bottoni a sinistra e mi hanno chiesto perché le finestre erano al contrario!

    Se ubuntu vuole essere per le masse deve cambiare il modo di vedere. Perché un utente medio non sà cambiare un tema, non sa modificare gedit, non sa modificare i pannelli, ecc…

    p.s. sto lentamente convertendo tutte le macchine del mio laboratorio da ubuntu a debian testing, e caspita non l’avrei mai detto ma è facilissima da installare, più aggiornata, più veloce, più leggera e con più roba nei repo ufficiali.

    • Ubuntu non significa democrazia e tu e io tuoi 10 studenti non rappresentate la maggioranza.

      Quoto le parole di un commento che ho lasciato su un altro blog:

      Guardate che non funziona secondo l’implicazione “più_urlo -> più_ho_ragione”. IMHO c’é una maggioranza silenziosa che, se anche non approva fino in fondo tutti i cambiamenti introdotti, é comunque curiosa di provare il nuovo look.

      Dovremmo introdurre delle modifiche e assecondare questa isteria di massa (o meglio, “massina”) solo perché alcuni utenti minacciano di cambiare distribuzione?

      Cerco di essere un ottimo ospite ma la porta é sempre quella: quando vi sarete stufati, sarò disponibile ad accompagnarvi.

      Accomodati pure 😉

  13. http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_%28filosofia%29

    Mai detto di rappresentare la massa..Io valgo 1 e faccio (anzi ho già fatto) le mie scelte.
    Io come molti altri credo che questo modo di fare non sia adeguato. Il team grafico è di basso livello come evidenziato in molti blog (basta vedere su gnome look per notare come degli amatori facciano molto di meglio). Mark dice cose che non mi piacciono, e che per me (come per altri es. http://www.uielinux.org/blog/39-quattro-chiacchere-in-liberta/261-in-che-modo-canonical-manda-a-puttane-il-significato-di-ubuntu.html) non vanno d’accordo con il significato di ubuntu (contando anche che ubuntu=99%debian+1 installer 2 tool e ora una veste grafica).
    Ci sono modelli di votazione come ad es. AUR per Archlinux che sono democratici e funzionano molto bene. Le dittature hanno sempre portato solo a una cosa.

      • Si ho notato come contano.
        Non capisco cosa centra la tua domanda con quello che ho scritto. Comunque sia do il mio contributo come posso aiutando sul forum quando so le cose, ma principalmente sto diffondendo il software libero all’interno della mia università (che è bella grossa) e sto facendo dei minicorsi per istruire gli studenti su come usare linux e programmi opensource come qgis e grass.
        Comunque sia debian installata su tutte le macchine, io sono contento, i miei colleghi sono contenti, gli studenti sono contenti (le macchine sono più veloci di prima e non dobbiamo aggiungere un repo per ogni programma che ci serve aggiornato), tu sei contento (spero di si :)). Quindi siamo tutti contenti ed è questo l’importante. Dopo più di 4 anni la mia parentesi ubuntu si chiude (almeno per ora).

        p.s. più uso debian e più mi rendo conto che in realtà ubuntu è 99.9% debian e 0.1% prodotto originale canonical.

        • p.s. più uso debian e più mi rendo conto che in realtà ubuntu è 99.9% debian e 0.1% prodotto originale canonical.

          Questa non ha precedenti: mi sa che tu non hai neanche la benché minima idea di quanto Ubuntu, in questi anni, abbia condizionato lo sviluppo di Debian e di quanti sviluppatori siano impegnati su entrambi i fronti.

          Parlare senza essersi informati prima: comportamento peculiare di chi chiacchiera 😉

          In ogni caso, se sei contento tu, siamo contenti tutti.

          • Io agisco non chiacchiero.
            Probabilmente non ne avrò idea. Nessuno mette in dubbio il lavoro dei volontari e del team di Ubuntu. Quello che sto vedendo è che negli ultimi anni le cose stanno scivolando verso il basso con scelte strategiche poco logiche e a volte non condivise da parte della comunità. E non mi sento una voce fuori dal coro dato che sono in molti a pensarla come me.
            Detto questo, un pacifico saluto a tutti.
            🙂

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