Ubuntu, Unity e la coerenza

Io credo che non ci si possa lamentare della mancanza di vere e proprie scelte “comunitarie”, sono diversi anni che MOTU e Core-dev non affiliati a Canonical le forniscono forza lavoro a costo zero, rispondendo ai requisiti, orientando lo sviluppo verso precise direzioni e caricandosi sulle spalle le conseguenze di scelte se non imposte, quasi mai ampiamente discusse e condivise: questo é Ubuntu, bellezza! Conosciamo certi meccanismi da troppo tempo ormai per stupirci di fronte alle relazioni spesso difficili tra il main sponsor di Ubuntu e GNOME, per esempio, o al rapporto mai idilliaco con mamma Debian (a proposito, Debian ha lanciato il progetto DEX, per maggiori informazioni leggere qui).

Insomma, le regole del gioco sono chiare (perlomeno lo stanno diventando sempre più), la Comunità, gli sviluppatori volontari, Canonical e i suoi dipendenti hanno ruoli sempre più distanti gli uni dagli altri: da qualunque parte tu stia, o stai al gioco o lasci.

Io sono consapevole di questo e non mi lamento, mi limito a riflettere e a muovere le giuste critiche solo quando le situazioni appaiono così contradditorie da lasciare un alone di imbarazzo, come in questo caso (qui il bug su Launchpad e la risposta di BDFL).

Per quanto mi riguarda, mi chiedo seriamente se valga ancora la pena continuare su questa strada.

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