Gestire i caratteri con Font Manager

Già disponibile in Debian sid da qualche giorno, é entrato da poche ore in Maverick e fornisce delle funzionalità davvero interessanti per quanto riguarda la gestione dei font.

Sto parlando di Font Manager, sviluppato in C e Python da Jerry Casiano, vera e propria chicca per chi vuole installare, rimuovere e confrontare i caratteri installati sul proprio sistema.

Seguono un paio di schermate:

Per installarlo basta un

sudo apt-get install font-manager

Fatemi sapere cosa ne pensate 😉

Link

StreamerOne presenta BeConn

350 canali fra radio e TV, comoda interfaccia web, accesso via HTTP, MMS over HTTP e RTSP, codifiche video Flash e H.264. In una sola parola: BeConn.

BeConn fornisce un apparato televisivo digitale terrestre e un apparato videoregistratore per poter accedere in forma integrale, in diretta e registrata, a tutti i canali radio-televisivi in chiaro del digitale terrestre.

Voi direte: ottimo! Ma che c’entra con Ubuntu? Fatemi rispondere con uno screenshot di questa pagina:

Ubuntu-it meeting, 7 giorni dopo

Così, dopo diversi tentativi, questo sviluppatore autoreferenzialista pluridecorato (secondo alcuni anche un po’ stronzo) finalmente é riuscito a partecipare a un meeting della Comunità Italiana!

Devo ringraziare infinitamente Leo Iannacone per la splendida ospitalità, se non fosse stato per lui avrei saltato anche questo incontro 🙂

Ma basta parlare del passato, piuttosto pensiamo al futuro! Stiamo già lavorando all’organizzazione del prossimo meeting e abbiamo ristretto la scelta delle possibili location a quelle presenti in questa pagina (link funzionante).

Fatemi sapere qual è la vostra preferita!

Lucid e la ventola dell’AspireOne

Questa piccola procedura é stata testata su un AcerAspire One AO150 e si riferisce alla nuova Ubuntu 10.04.

La gestione della ventola é sempre stata problematica per i primi modelli dei netbook AspireOne dell’Acer, in modo particolare ne sono affetti i modelli AO110x e AO150x, in parole povere la ventola, una volta partita, viene spenta solo nel caso in cui la temperatura scenda sotto i 30° (cioè: mai), e tale comportamento causa una sensibile riduzione della durata e della vita della batteria, nonché la costante presenza di un fastidioso rumore.

Con il modulo acerhdf, integrato nel kernel fin da Karmic, é possibile impostare una policy di gestione per ridurne la velocità quando possibile.

Come prima cosa, prendiamo i privilegi di amministrazione:

sudo -s

Ora aggiungiamo acerhdf fra i moduli caricati all’avvio:

echo 'acerhdf' >> /etc/modules

Attenti al doppio ‘>‘, non é un errore, serve per aggiungere la stringa acerhdf in fondo al file senza modificare il contenuto già presente.

Al prossimo riavvio il modulo verrà caricato automaticamente con le impostazioni di default, per personalizzare la configurazione é necessario creare un nuovo file /etc/modprobe.d/acerhdf.conf che conterrà le opzioni che verranno passate al modulo durante il suo caricamento.

Digitate:

echo 'options interval=5 fanon=60000 fanoff=55000 verbose=1' >> /etc/modprobe.d/acerhdf.conf

Il comando può essere personalizzato:

  • interval: intervallo di tempo (in secondi) dei check della temperatura da parte del kernel
  • fanoff: temperatura in gradi centigradi * 1000, al di sotto della quale la ventola viene spenta
  • fanon: stessa unità di misura della precedente opzione, una volta raggiunta tale temperatura la ventola, se spenta, viene nuovamente attivata.
  • verbose: stampa messaggi di log nel kernel ring buffer

Per testare il modulo basta far ripartire il sistema con:

reboot

Badate bene che questo trucco deve essere usato in modo coscienzioso e impostare una temperatura di ri-accensione troppo elevata può causare seri danni all’hardware: insomma, la ventola sarà anche rumorosa ma se ce l’hanno messa un motivo c’è 😉

Also sprach Zarathustra

Perché gli uomini non sono uguali: così parla la giustizia. E ciò che io voglio essi non possono volerlo!

Professare l’uguaglianza: che ipocrisia!

Accettare la diversità é il primo vero passo contro ogni discriminazione.

Non siamo tutti uguali e ognuno ha gli stessi diritti dell’altro, ma questo non significa che tutti possano prendere decisioni.

Ubuntu, il caos intorno al nuovo look

Il look della Ubuntu che sarà ha dato vita a una bagarre senza precedenti, in breve ecco le principali fazioni che, da qualche settimana ormai si fronteggiano su forum e blog, e le loro opinioni:

  • partito del +1: “Che figo! In quanto a bellezza grafica, Leopard a Lucid glie fa na ‘pippa!”
  • partito del -1: “Che schifo! Chi cazzo é stato a spostare i pulsanti lì a sinistra?”

Chiariamo subito: io appoggio la tesi del primo partito, al di là della posizione dei pulsanti, Lucid rappresenterà davvero un salto di qualità e con ciò non intendo sostenere che non sia migliorabile, dico solo che, per la prima volta, avremo fra le mani qualcosa che sarà insieme usabile e graficamente accattivante.

Insomma, ecco la dimostrazione (mai fornita prima) del teorema:

usabile != bello_da_vedere

Non dimentichiamo che tutte le possibilità di personalizzazione dell’ambiente grafico resteranno immutate (per chi non l’avesse capito prima, mi riferisco a GNOME), ognuno sarà ancora libero di scegliere quale sfondo utilizzare, modificare il tema, {aggiungere,eliminare,modificare,spostare} i pannelli e, ebbene sì, ri-posizionare i famosi controlli delle finestre nella posizione originale.

A proposito di tali maledetti controlli: si tratta di un tentativo di cambiare qualcosa che obbligherà gli utenti decisi a mantenere il tema di default a adattarsi a cercare i pulsanti non più a destra, ma a sinistra. Ok, il primo impatto potrebbe provocare disorientamento ma, insomma, stiamo parlando dei pulsanti di massimizzazione&minimizzazione&chiusura delle finestre e mi vien da chiedere agli accaniti sostenitori del partito avverso cosa farebbero se un giorno fossero costrettti a traslocare di casa.

Ora, a tutto quello di cui sopra, aggiungiamo il re-branding e qui sarò breve: a me piace e, soprattutto, non riesco a vederlo come un rischio per la struttura della nostra Comunità nè per i meccanismi che ne regolano l’esistenza. Insomma, ci sono team che badano a raggiungere gli scopi prefissati, c’è un Development Team, un Security Team, un Artwork Team, un Design Team e molti altri, se si vuole partecipare ai processi decisionali non si può farlo scrivendo attraverso il proprio blog o postando messaggi sui forum, per farlo é necessario entrare a far parte della parte attiva della Comunità, quella parte composta da persone che, nel pieno rispetto delle regole, intraprendono dei percorsi all’interno della stessa.

Da ciò deriva che bisogna accettare che attribuire al mero utente la definizione di parte passiva non significa svilire il suo ruolo, i feedback sono sempre richiesti ma, appunto, l’utente non può pretendere di decidere con la propria opinione, anche se largamente condivisa. Se davvero l’utente vuole partecipare al team di sviluppo, può chiedere aiuto a qualche sviluppatore, proporre delle patch, iniziare a fare il triaging dei bug, oppure se preferisce entrare a far parte del Documentation team, dovrebbe cominciare leggendo tutta la pagina del wiki e iscriversi alla mailing list, etc.

Per concludere, sono d’accordo con Mark, questa non é una democrazia, forse questo sistema non é ancora perfettamente meritocratico ma mi sento di assicurare che chi si impegna viene sempre premiato.

Italians do artwork better!

Ho poco tempo, perciò bando alle ciance, ecco l’annuncio e il regolamento:

Indicazioni base per partecipare alla prima edizione del concorso “Italians do artwork better”

  • Divertirsi nel realizzare lo sfondo.
  • Ogni partecipante può proporre quanti sfondi desidera.
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso deve essere inviato separatamente dagli eventuali altri.
  • La risoluzione richiesta è di 72 DPI. Trattandosi di sfondi, si consiglia di fornire immagini di dimensioni regolari (1024×768, 1280×1024, 1600×1200, etc).
  • Il nome di file dello sfondo inviato per il concorso deve contenere l’indicazione sulle dimensioni in pixel, per esempio titolo-1920×1080.png oppure sfondo-1280×1024.png e così via.
  • Il formato del file può essere a scelta JPEG, PNG o SVG
  • Sono inoltre ammessi gli “sfondi animati” supportati dallo GNOME Desktop (cfr http://anotherubuntu.blogspot.com/2009/11/dawn-of-ubuntu-returns.html); in tale caso dovrà essere fornito anche il file XML che regola i cambi di immagine.
  • Il soggetto dello sfondo è a scelta del partecipante: fotografie, pixmap, vettoriale, 3D, frattali…
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso può essere inviato in diverse dimensioni. In questo caso si deve inviare lo sfondo alle varie dimensioni sotto forma di archivio zip/tar.
  • Per inviare lo sfondo o gli sfondi con cui partecipare al concorso, inviare una email all’indirizzo <gruppo-documentazione@ubuntu-it.org> allegando il file e indicando nel corpo del messaggio i seguenti dati:
    • Nome del partecipante – la persona che partecipa al concorso e a cui accreditare la “vittoria”
    • Licenza – la licenza con cui lo sfondo è rilasciato (cfr dopo per licenze ammissibili)
    • Riconoscimenti – eventuali riconoscimenti a terzi che hanno collaborato alla realizzazione (per es. fornendo immagini e/o foto)
  • Gli sfondi dovranno pervenire entro il 31/03/2010.
  • La proclamazione dei vincitori avverrà il giorno precedente al rilascio della versione di Ubuntu 10.04 sui vari canali della comunità Ubuntu-it (Forum, Planet, …)
  • Gli sfondi vincitori verranno rilasciati al pubblico sotto forma di pacchetto DEB installabile.

Criteri di scelta ed eventuale esclusione

  • Le opere devono essere originali, ovvero prive di elementi (come immagini e campioni) di terze parti, di origine incerta o, in ogni caso, prive di informazioni riguardanti la licenza e gli autori originali; fanno eccezione i loghi ufficiali di Ubuntu e della Comunità Italiana
  • I vincitori del concorso verranno scelti in base a criteri oggettivi e soggettivi della commissione valutante (Magnifica Commissione Giudicante)
  • Tra i criteri oggettivi il fatto che l’opera non violi copyright, che sia aderente a quanto indicato poco sopra, che sia rilasciato con licenza adeguata…
  • Tra i criteri soggettivi il gusto estetico della commissione valutante, la maggiore o minore conformità allo stile grafico di Ubuntu (in particolare 10.04 e 9.10), essere uno sfondo “well behaving”
  • Per le qualità che dovrebbe possedere uno sfondo “well behaving”, cfr queste pagina web: http://designinginterfaces.com/Deep_Background e http://designinginterfaces.com/Few_Hues_Many_Values
  • Verranno automaticamente escluse le immagini che verranno pubblicate prima del termine del concorso stesso
  • Il giudizio della commissione è insindacabile e inappellabile
  • L’uso delle opere non vincitrici verrà “liberato” a conclusione del concorso stesso. La commissione valutante si riserva però la possibilità, qualora le opere proposte valide fossero numerose, di rilasciare successivi pacchetti con altre proposte valide non vincitrici in un secondo momento

Note legali

  • Ogni partecipante si assume la piena responsabilità del materiale inviato; la Comunità Italiana di Ubuntu e la commissione valutante declina ogni responsabilità su eventuali dichiarazioni fallaci o violazioni di copyright
  • Licenze ammesse per gli sfondi sono tutte quelle GPL compatibili (cfr http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#GPLCompatibleLicenses ) adeguate ad opere come sfondi (es. Artistic License 2.0, GPL, WTFPL 2.0…)
  • È consentito il “dual licensing”, a patto che sia tra quelle consentite indicate sopra
  • Indirizzi email e dati personali dei partecipanti non verranno usati per finalità diverse da quelle relative alla partecipazione al concorso

Un vestito per la Lince

Come avrete saputo attraverso i canali ufficiali della Comunità Italiana di Ubuntu, è stato annunciato il concorso Italians do artworks better.

In realtà il progetto é ben più ambizioso: c’è l’intenzione  di creare una personalizzazione grafica completa del desktop firmata Ubuntu-it, ma mancano 15 giorni al Feature Freeze, Lucid verrà rilasciata fra tre mesi e, insomma, di tempo a disposizione ne è rimasto davvero poco, perciò si é scelto di intraprendere la via più breve (verranno presi in esame solo sfondi per il desktop, quindi niente temi) ma che, comunque, per la prima volta, ci porterà a fornire agli utenti la possibilità di vestire una release di Ubuntu con un abito italiano (si sa, in quanto a gusto non ci batte nessuno¹)

Le regole del gioco le trovate qui, lunedì prossimo saranno resi noti maggiori dettagli riguardanti i formati e le modalità per candidare i propri lavori.

[1] A dirla tutta, mi è capitato di incontrare qualche caso eccezionale: ma, per fortuna nostra e della nostra reputazione, pare che, a causa di enormi difficoltà di adattamento ai rapidi cambiamenti climatici occorsi in questi anni, anche gli ultimi esemplari rimasti della razza della foto si siano estinti.

Noi, i buoni

Sì, é il 2010 e sono tornato dall’UDS e so di non aver raccontato nulla, in realtà non sono neanche sicuro di farlo attraverso le pagine di questo blog.

Anzi, un paio di foto ve le concedo:

Jane Silber, Mark Shuttleworth, Paolo Sammicheli e io

Io, Paolo, Simone e Milo

Sì, so anche di avere diversi discorsi in sospeso: li riprenderemo quando ne avrò voglia.

Ho poco tempo, molto da studiare e altro su cui lavorare, perciò sarò sintetico: hanno chiuso il Bar Sport e per questo voglio congratularmi con i ragazzi del Gruppo Forum (i buoni, appunto), i quali, secondo me, hanno preso la decisione giusta.