Ubuntu-it meeting, 7 giorni dopo

Così, dopo diversi tentativi, questo sviluppatore autoreferenzialista pluridecorato (secondo alcuni anche un po’ stronzo) finalmente é riuscito a partecipare a un meeting della Comunità Italiana!

Devo ringraziare infinitamente Leo Iannacone per la splendida ospitalità, se non fosse stato per lui avrei saltato anche questo incontro 🙂

Ma basta parlare del passato, piuttosto pensiamo al futuro! Stiamo già lavorando all’organizzazione del prossimo meeting e abbiamo ristretto la scelta delle possibili location a quelle presenti in questa pagina (link funzionante).

Fatemi sapere qual è la vostra preferita!

Lucid e la ventola dell’AspireOne

Questa piccola procedura é stata testata su un AcerAspire One AO150 e si riferisce alla nuova Ubuntu 10.04.

La gestione della ventola é sempre stata problematica per i primi modelli dei netbook AspireOne dell’Acer, in modo particolare ne sono affetti i modelli AO110x e AO150x, in parole povere la ventola, una volta partita, viene spenta solo nel caso in cui la temperatura scenda sotto i 30° (cioè: mai), e tale comportamento causa una sensibile riduzione della durata e della vita della batteria, nonché la costante presenza di un fastidioso rumore.

Con il modulo acerhdf, integrato nel kernel fin da Karmic, é possibile impostare una policy di gestione per ridurne la velocità quando possibile.

Come prima cosa, prendiamo i privilegi di amministrazione:

sudo -s

Ora aggiungiamo acerhdf fra i moduli caricati all’avvio:

echo 'acerhdf' >> /etc/modules

Attenti al doppio ‘>‘, non é un errore, serve per aggiungere la stringa acerhdf in fondo al file senza modificare il contenuto già presente.

Al prossimo riavvio il modulo verrà caricato automaticamente con le impostazioni di default, per personalizzare la configurazione é necessario creare un nuovo file /etc/modprobe.d/acerhdf.conf che conterrà le opzioni che verranno passate al modulo durante il suo caricamento.

Digitate:

echo 'options interval=5 fanon=60000 fanoff=55000 verbose=1' >> /etc/modprobe.d/acerhdf.conf

Il comando può essere personalizzato:

  • interval: intervallo di tempo (in secondi) dei check della temperatura da parte del kernel
  • fanoff: temperatura in gradi centigradi * 1000, al di sotto della quale la ventola viene spenta
  • fanon: stessa unità di misura della precedente opzione, una volta raggiunta tale temperatura la ventola, se spenta, viene nuovamente attivata.
  • verbose: stampa messaggi di log nel kernel ring buffer

Per testare il modulo basta far ripartire il sistema con:

reboot

Badate bene che questo trucco deve essere usato in modo coscienzioso e impostare una temperatura di ri-accensione troppo elevata può causare seri danni all’hardware: insomma, la ventola sarà anche rumorosa ma se ce l’hanno messa un motivo c’è 😉

I miei contributi a Lucid

Come feci per Karmic, ecco un breve sunto dei pacchetti sui quali ho lavorato (aggiornamenti e bugfix) per la nuova versione di Ubuntu ormai prossima al rilascio.

Per la stragrande maggioranza dei pacchetti multimediali discussi in questo articolo sono maintainer o co-maintainer anche per Debian.

Internet DJ Console per trasmettere su Internet

La nuova release del client {ice,shout}cast grafico per stazioni radiofoniche Internet fornisce nuove interessanti caratteristiche e risolve numerosi bug riscontrati nelle precedenti versioni.

L’applicazione non ha bisogno di particolari descrizioni, chiunque abbia anche solo provato a trasmettere stream audio su Internet, su sistemi Debian e Ubuntu, l’ha installata e avviata almeno una volta. Ecco una schermata:

MP3 Diags per correggere i file MP3

L’applicazione aggiunge una notevole solidità alle caratteristiche già discusse in passato su questo blog e Marian Ciobanu, lo sviluppatore, già da alcuni mesi ha rilasciato una prima versione 1.0 veramente stabile; su Lucid, come anche su Debian squeeze, è presente l’ultima versione disponibile.

LiVES, un ottimo strumento per VJ

Già presente in Karmic, ora disponibile per Lucid con l’ultima versione disponibile, arricchita di infinite funzionalità. Ottimo sia come editor video che per il VJing.

Direttamente dagli anni ’80: Nekobee!

Da qualche mese ho affiancato Free Ekanayaka nel mantenimento per Debian di questo fantastico clone del TB-303, il famoso sintetizzatore per bass line della Roland. Disponibile in Lucid la versione più recente.

Costruire il proprio sintetizzatore con Alsa Modular Synth

Alsa Modular Synth é un’implementazione digitale di un sistema modulare di sintesi analogica. In pochi termini, ams mette a disposizione numerosi moduli di base (oscillatori, amplificatori, filtri di diversi tipi e molti altri) che si possono assemblare e personalizzare al fine di progettare un sintetizzatore virtuale utilizzabile in tutte le applicazioni host compatibili con JACK. Va notato che, grazie a questo approccio e alle infinite combinazioni possibili, si hanno a disposizione innumerevoli configurazioni ed è possibile adottare la tecnica di sintesi che più si preferisce: è infatti possibile creare synth additivi, sottrattivi o a modulazione di frequenza con una incredibile semplicità e con pochi clic del mouse.

Sia in Debian testing che in Lucid é presente l’ultima versione stabile rilasciata.

Il synth definitivo: Bristol

Semplicemente: il miglior sintetizzatore a emulazione analogica in circolazione per GNU/Linux. Per avere un’idea degli strumenti offerti da Bristol basta dare un’occhiata all’elenco dei synth emulati: non é impressionante?

Attualmente su Debian sid é disponibile l’ultima versione di sviluppo, su Lucid é presente l’ultimo rilascio stabile.

Il mio sequencer preferito: Qtractor

Per chi, come me, proviene da esperienze di produzione basate sull’utilizzo massiccio di strumenti professionali come Cubase SX e Logic, disponibili solo su sistemi Windows e Mac, Qtractor rappresenta la luce. I motivi per affermare ciò sono rintracciabili nell’elenco delle caratteristiche fornite:

  • Registrazione e sequencing audio/MIDI multitraccia
  • Possibilità di utilizzare un numero infinito di tracce
  • Numero infinito di effetti per traccia
  • Editing non lineare e non distruttivo, infiniti step undo/redo
  • Supporto completo per JACK come sistema audio e ALSA per il sequencing MIDI
  • Mixer e monitor integrati, patchbay integrato per il controllo di tutte le connessioni (simile a QjackCtrl)
  • Supporto per i formati OGG, MP3, WAV, FLAC, AIFF e molti altri
  • File di progetto in formato XML
  • Supporto per plugin LADSPA, DSSI, VSTi nativi e LV2
  • Interfaccia intuitiva e personalizzabile, con supporto per drag-and-drop, multiselezione e point-and-click.

Potete trovare l’elenco completo al link presente sopra.

SooperLooper aggiornato all’ultima versione

Il vecchio maintainer aveva perso interesse per questo ottimo campionatore, così ho pensato di sistemarlo e aggiornarlo in tempo per il rilascio di Lucid. Ecco una schermata:

Editing avanzato con Snd

Operazioni riguardanti la finalizzazione delle tracce (come il mastering) richiedono pazienza, grande accuratezza e precisione e Snd fornisce tutto il necessario per un risultato professionale. Non fatevi ingannare dalla sua interfaccia semplice e minimale, le sue numerose caratteristiche e il supporto per i plugin LADSPA lo rendono un editor adatto a tutte le necessità.

Sia su Debian squeeze, per la quale é disponibile l’ultima versione, che su Ubuntu 10.04 «Lucid Lynx» sono disponibili diverse soluzioni:

  • snd-gtk-jack fornisce un’interfaccia grafica e il supporto per JACK
  • snd-gtk-pulse affianca all’interfaccia GTK il supporto per PulseAudio
  • snd-nox é una versione dell’editor compilata senza il supporto per X

Transcodificare video con Transmageddon

Grazie al supporto della piattaforma GStreamer, Transmageddon é lo strumento adatto ai più esigenti; il numero di formati supportati dipende dai codec rilevati sul sistema. Ecco una schermata della finestra principale dell’applicazione:

DeVeDe e Avidemux

Aggiornati entrambi alle ultime versioni disponibili.

Bombono DVD: un’altra applicazione per il DVD authoring

Entra negli archivi di Ubuntu, per la prima volta, l’applicazione di authoring per DVD Video che grande successo ha riscosso negli ultimi mesi nei vari forum degli utenti. L’applicazione é ben scritta, il suo utilizzo é semplice e l’interfaccia intuitiva: non vi resta che installare il pacchetto bombono-dvd.

Gestire i propri download con Uget Download Manager

Uget é un completo gestore di download scritto in GTK di facile utilizzo. La versione presente sia in Debian testing che su Ubuntu Lucid è l’ultima stabile. Qui potete trovare alcuni screenshot illustrativi.

Simple Scan per una facile scansione di documenti e immagini

Simple Scan é un’applicazione scritta da un dipendente Canonical, Robert Ancell, ed è stata pensata per tutti quegli utenti che hanno necessità di effettuare velocemente la scansione dei propri documenti senza dover badare alle innumerevoli opzioni presenti in XSane, sostituito nell’installazione di default proprio dallo stesso applicativo.

Il pacchetto simple-scan é presente anche in squeeze, ma devo dire che le operazioni di manutenzione non mi sono rese proprio facili dall’autore del programma, che si ostina a ignorare la possibilità di merging per Ubuntu e continua a caricare nuove versioni prima negli archivi della derivata più celebre di Debian che in quelli della “roccia sulla quale è costruita” la stessa Ubuntu. Non confido nella possibilità che le cose un giorno cambino, ma si sa, la speranza é l’ultima a morire.

gmusicbrowser, un semplice jukebox per GNOME

gmusicbrowser é un’applicazione scritta in Perl + GTK e consente di organizzare la propria collezione di musica in modo estremamente semplice e intuitivo. Benchè sia simile a Rhythmbox, l’applicativo é stato progettato per consentire una veloce gestione di collezioni musicali di grandi dimensioni e inoltre, trattandosi di un linguaggio interpretato, fornisce il supporto per tutte le architetture.

Il pacchetto gmusicbrowser é disponibile sia negli archivi di Debian che in quelli di Ubuntu e fornisce l’ultima versione disponibile.

libmtp e il supporto per i lettori multimediali

libmtp é un’implementazione open source del protocollo Media Transfer Protocol di Microsoft, per l’esattezza la libreria fornisce un’implementazione per tutte le interfacce definite nella classe di servizi proposta per la standardizzazione, nota come MTP Basic.

Oltre ad ampliare il supporto a tali dispositivi di numerosi applicativi come Rhythmbox, Amarok, Banshee e Nautilus (il file manager di GNOME), libmtp fornisce anche dei programmi a riga di comando utili per comunicare direttamente con le periferiche: tali programmi sono disponibili nel pacchetto mtp-tools.

Per un elenco completo delle periferiche la cui compatibilità é stata testata, consultare questa pagina.

Concludo segnalandovi un evento:

Workshop su UbuntuStudio tenuto all'ex Mattatoio di Aprilia

Ebbene sì, ho tenuto un workshop su UbuntuStudio per un’associazione culturale di Aprilia ma non ho avuto modo di avvisarvi per tempo 🙁

Link

Also sprach Zarathustra

Perché gli uomini non sono uguali: così parla la giustizia. E ciò che io voglio essi non possono volerlo!

Professare l’uguaglianza: che ipocrisia!

Accettare la diversità é il primo vero passo contro ogni discriminazione.

Non siamo tutti uguali e ognuno ha gli stessi diritti dell’altro, ma questo non significa che tutti possano prendere decisioni.

Ubuntu, il caos intorno al nuovo look

Il look della Ubuntu che sarà ha dato vita a una bagarre senza precedenti, in breve ecco le principali fazioni che, da qualche settimana ormai si fronteggiano su forum e blog, e le loro opinioni:

  • partito del +1: “Che figo! In quanto a bellezza grafica, Leopard a Lucid glie fa na ‘pippa!”
  • partito del -1: “Che schifo! Chi cazzo é stato a spostare i pulsanti lì a sinistra?”

Chiariamo subito: io appoggio la tesi del primo partito, al di là della posizione dei pulsanti, Lucid rappresenterà davvero un salto di qualità e con ciò non intendo sostenere che non sia migliorabile, dico solo che, per la prima volta, avremo fra le mani qualcosa che sarà insieme usabile e graficamente accattivante.

Insomma, ecco la dimostrazione (mai fornita prima) del teorema:

usabile != bello_da_vedere

Non dimentichiamo che tutte le possibilità di personalizzazione dell’ambiente grafico resteranno immutate (per chi non l’avesse capito prima, mi riferisco a GNOME), ognuno sarà ancora libero di scegliere quale sfondo utilizzare, modificare il tema, {aggiungere,eliminare,modificare,spostare} i pannelli e, ebbene sì, ri-posizionare i famosi controlli delle finestre nella posizione originale.

A proposito di tali maledetti controlli: si tratta di un tentativo di cambiare qualcosa che obbligherà gli utenti decisi a mantenere il tema di default a adattarsi a cercare i pulsanti non più a destra, ma a sinistra. Ok, il primo impatto potrebbe provocare disorientamento ma, insomma, stiamo parlando dei pulsanti di massimizzazione&minimizzazione&chiusura delle finestre e mi vien da chiedere agli accaniti sostenitori del partito avverso cosa farebbero se un giorno fossero costrettti a traslocare di casa.

Ora, a tutto quello di cui sopra, aggiungiamo il re-branding e qui sarò breve: a me piace e, soprattutto, non riesco a vederlo come un rischio per la struttura della nostra Comunità nè per i meccanismi che ne regolano l’esistenza. Insomma, ci sono team che badano a raggiungere gli scopi prefissati, c’è un Development Team, un Security Team, un Artwork Team, un Design Team e molti altri, se si vuole partecipare ai processi decisionali non si può farlo scrivendo attraverso il proprio blog o postando messaggi sui forum, per farlo é necessario entrare a far parte della parte attiva della Comunità, quella parte composta da persone che, nel pieno rispetto delle regole, intraprendono dei percorsi all’interno della stessa.

Da ciò deriva che bisogna accettare che attribuire al mero utente la definizione di parte passiva non significa svilire il suo ruolo, i feedback sono sempre richiesti ma, appunto, l’utente non può pretendere di decidere con la propria opinione, anche se largamente condivisa. Se davvero l’utente vuole partecipare al team di sviluppo, può chiedere aiuto a qualche sviluppatore, proporre delle patch, iniziare a fare il triaging dei bug, oppure se preferisce entrare a far parte del Documentation team, dovrebbe cominciare leggendo tutta la pagina del wiki e iscriversi alla mailing list, etc.

Per concludere, sono d’accordo con Mark, questa non é una democrazia, forse questo sistema non é ancora perfettamente meritocratico ma mi sento di assicurare che chi si impegna viene sempre premiato.

Windows 7, un silenzioso terrorista

Oggi é il mio compleanno.

Grazie, grazie mille per gli auguri, ma perdonatemi se non sono in vena di festeggiamenti.

Come no? I tuoi 26, ormai sei più vicino agli `enta` che agli `enti` e…

No, sul serio: non é aria. Tutto questo grazie a 7, il sistema operativo di casa Microsoft.

Molti mi avevano parlato dei miglioramenti introdotti nel successore di Vista ma il mio scarso interesse e la mia poca fiducia mi hanno sempre portato a ignorare tanti elogi e a procedere dritto per la mia strada. Almeno fino a venerdì scorso, giorno in cui ho acquistato un nuovo portatile.

Come potete immaginare, la macchina era già fornita di una copia autentica di 7 (che culo!) e il primo boot in assoluto l’ho eseguito proprio con il nuovo merdoso sistema operativo Microsoft (spero che mi vogliate perdonare l’uso dell’aggettivo, ma non riesco a trovarne uno più adatto).

Ma passiamo ai fatti e iniziamo dal principio:

Venerdì 19 febbraio

Appena avviato Windows, riavvio senza neanche consultare l’elenco dei programmi installati, ovviamente con un CD di Ubuntu 9.10 inserito nel lettore e procedo al partizionamento, ottenendo il seguente risultato come tabella delle partizioni:

  1. Partizione nascosta contenente il software del produttore (eMachines, ma dietro il suo nome si cela la più nota Acer), primaria.
  2. Partizione di ripristino di Windows, NTFS primaria.
  3. Windows 7, NTFS primaria.
  4. Estesa, partizione logica (circa 140 GiB) dedicata a Ubuntu, EXT4.
  5. Estesa, partizione logica (circa 35 GiB) dedicata a Debian, EXT3.
  6. Estesa, Linux swap di 3 GiB circa (per l’ibernazione).

Come potete facilmente immaginare, le operazioni successive sono state (in ordine):

  1. installazione di Ubuntu 9.10;
  2. installazione di Debian squeeze.

Finita la prima fase, sono passato a configurare e a personalizzare tutti i miei strumenti di lavoro: ambiente di sviluppo, chroot, chiavi SSH, GPG, impostazioni dei browser, installazione codec & pacchetti per il testing.

Sabato 20 febbraio

Il sistema va che é un’amore e, a parte un piccolo difetto nella gestione della luminosità dello schermo (risolto con un’opzione di boot del kernel), non c’é nulla che non funzioni esattamente come dovrebbe.

Domenica 21 febbraio

Mi alzo, ringrazio per gli auguri e studio un po’. Avrei potuto continuare a vivere felice e invece no, decido di trovare una soluzione definitiva al problema della luminosità dello schermo ed ecco l’idea:

Aggiornamento del BIOS

Ma per farlo serve Windows, così riavvio e al boot scelgo, per errore, la prima delle due partizioni NTFS, quella contenente il software di recovery di Windows.

Poco male, riavvia e scegli l’altra…

Appena parte l’interfaccia grafica del programma di ripristino, clicco immediatamente «Esci», con l’intenzione di tornare a GRUB2, il quale, invece di mostrarmi il solito menu, mi informa dell’assenza della partizione. Senza essere consapevole di ciò che era già accaduto e deciso a tentare il ripristino del boot loader, inserisco il CD live di Ubuntu, apro un terminale e digito: sudo fdisk -l

Faccio fatica a credere ai miei occhi, cerco di spiegare la realtà con la quale mi trovo a dover fare i conti aggrappandomi a poco probabili ipotesi riconducibili alla teoria del caos, ma senza successo: Windows ha piallato le due partizioni logiche contenenti Ubuntu e Debian.

Al posto delle sopracitate partizioni EXT4 e EXT3, ora c’è un buco etichettato come unallocated space e, difficile comprenderne il perché, l’unico superstite è la SWAP, risparmiata dalla furia genocida della razza GNU/Linux.

Ora, chi mi conosce sa bene che non ho mai usato termini come Winzozz, Micromerd, tantomeno ho mai affiancato alla promozione di Ubuntu altre attività denigratorie nei confronti dei concorrenti, ma con il racconto di ciò che mi è accaduto vorrei far rifliettere chi ancora sostiene che Windows 7 rappresenti un passo avanti e tale scopo, cari amici ancora affezionati a Windows, voglio illustrarvi uno scenario, che possiamo reputare poco probabile solo grazie alla correttezza dei sistemi open.

Immaginate di essere curiosi di voler provare per una volta un sistema diverso da quello che da sempre utilizzate; con buone probabiltà scarichereste un’immagine CD di una live con la quale avviare il vostro portatile. Ora calatevi nei miei panni e pensate a quanto vi incazzereste se, durante l’utilizzo della live, il sistema provvedesse di nascosto a distruggere la tabella delle partizioni del vostro disco fisso, rendendo di fatto inaccessibili tutti i vostri documenti, per presentarvi un messaggio, alla fine, simile al seguente:

Ciao! Cosa vuoi fare? Vuoi installare o tornare alla tua configurazione originale, lasciando tutto com’era prima?

Con quali motivi giustifichereste un comportamento del genere di quello sopra descritto?

Come definireste voi una tale politica?