Italians do artwork better!

Ho poco tempo, perciò bando alle ciance, ecco l’annuncio e il regolamento:

Indicazioni base per partecipare alla prima edizione del concorso “Italians do artwork better”

  • Divertirsi nel realizzare lo sfondo.
  • Ogni partecipante può proporre quanti sfondi desidera.
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso deve essere inviato separatamente dagli eventuali altri.
  • La risoluzione richiesta è di 72 DPI. Trattandosi di sfondi, si consiglia di fornire immagini di dimensioni regolari (1024×768, 1280×1024, 1600×1200, etc).
  • Il nome di file dello sfondo inviato per il concorso deve contenere l’indicazione sulle dimensioni in pixel, per esempio titolo-1920×1080.png oppure sfondo-1280×1024.png e così via.
  • Il formato del file può essere a scelta JPEG, PNG o SVG
  • Sono inoltre ammessi gli “sfondi animati” supportati dallo GNOME Desktop (cfr http://anotherubuntu.blogspot.com/2009/11/dawn-of-ubuntu-returns.html); in tale caso dovrà essere fornito anche il file XML che regola i cambi di immagine.
  • Il soggetto dello sfondo è a scelta del partecipante: fotografie, pixmap, vettoriale, 3D, frattali…
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso può essere inviato in diverse dimensioni. In questo caso si deve inviare lo sfondo alle varie dimensioni sotto forma di archivio zip/tar.
  • Per inviare lo sfondo o gli sfondi con cui partecipare al concorso, inviare una email all’indirizzo <gruppo-documentazione@ubuntu-it.org> allegando il file e indicando nel corpo del messaggio i seguenti dati:
    • Nome del partecipante – la persona che partecipa al concorso e a cui accreditare la “vittoria”
    • Licenza – la licenza con cui lo sfondo è rilasciato (cfr dopo per licenze ammissibili)
    • Riconoscimenti – eventuali riconoscimenti a terzi che hanno collaborato alla realizzazione (per es. fornendo immagini e/o foto)
  • Gli sfondi dovranno pervenire entro il 31/03/2010.
  • La proclamazione dei vincitori avverrà il giorno precedente al rilascio della versione di Ubuntu 10.04 sui vari canali della comunità Ubuntu-it (Forum, Planet, …)
  • Gli sfondi vincitori verranno rilasciati al pubblico sotto forma di pacchetto DEB installabile.

Criteri di scelta ed eventuale esclusione

  • Le opere devono essere originali, ovvero prive di elementi (come immagini e campioni) di terze parti, di origine incerta o, in ogni caso, prive di informazioni riguardanti la licenza e gli autori originali; fanno eccezione i loghi ufficiali di Ubuntu e della Comunità Italiana
  • I vincitori del concorso verranno scelti in base a criteri oggettivi e soggettivi della commissione valutante (Magnifica Commissione Giudicante)
  • Tra i criteri oggettivi il fatto che l’opera non violi copyright, che sia aderente a quanto indicato poco sopra, che sia rilasciato con licenza adeguata…
  • Tra i criteri soggettivi il gusto estetico della commissione valutante, la maggiore o minore conformità allo stile grafico di Ubuntu (in particolare 10.04 e 9.10), essere uno sfondo “well behaving”
  • Per le qualità che dovrebbe possedere uno sfondo “well behaving”, cfr queste pagina web: http://designinginterfaces.com/Deep_Background e http://designinginterfaces.com/Few_Hues_Many_Values
  • Verranno automaticamente escluse le immagini che verranno pubblicate prima del termine del concorso stesso
  • Il giudizio della commissione è insindacabile e inappellabile
  • L’uso delle opere non vincitrici verrà “liberato” a conclusione del concorso stesso. La commissione valutante si riserva però la possibilità, qualora le opere proposte valide fossero numerose, di rilasciare successivi pacchetti con altre proposte valide non vincitrici in un secondo momento

Note legali

  • Ogni partecipante si assume la piena responsabilità del materiale inviato; la Comunità Italiana di Ubuntu e la commissione valutante declina ogni responsabilità su eventuali dichiarazioni fallaci o violazioni di copyright
  • Licenze ammesse per gli sfondi sono tutte quelle GPL compatibili (cfr http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#GPLCompatibleLicenses ) adeguate ad opere come sfondi (es. Artistic License 2.0, GPL, WTFPL 2.0…)
  • È consentito il “dual licensing”, a patto che sia tra quelle consentite indicate sopra
  • Indirizzi email e dati personali dei partecipanti non verranno usati per finalità diverse da quelle relative alla partecipazione al concorso

Senza offesa

Partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa,ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.

Partendo dall’idea che il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore senza l’autore del ragionamento di cui sopra, ecco credo che si possa parlare di una persona della quale prima sentiremo la mancanza, meglio sarà per tutti.

Senza offesa, ovviamente.

Backup e ripristino del Master Boot Record

Mi capita sovente di avere a che fare con persone desiderose di stabilire il primo contatto con un sistema operativo GNU/Linux, a condizione di non sentirsi obbligati a migrare definitivamente, abbandonando una volta per tutte Windows.

Non me ne voglia il buon Agostino Russo ma nove volte su dieci la soluzione che consiglio é il dual boot, configurabile automaticamente al momento dell’installazione e semplicissima da gestire in seguito.

Su una macchina con Windows già installato la questione si sbriga velocemente: terminata l’installazione, al riavvio l’utente può già scegliere quale sistema avviare. Al contrario, quando si procede a installare Windows su un sistema ove si è già precedentemente installato Ubuntu, la procedura non é automatica e diventa necessario reinstallare GRUB.

Ci sono delle procedure note per ovviare a tale problema (qui trovate le più comuni) ma se siete pigri anche solo la metà di quanto lo sono io, allora anche voi probabilmente preferirete procedere nel modo che più mi soddisfa, ovvero creando una copia di backup l’MBR prima di installare il nuovo sistema e effettuando in seguito il ripristino.

Prima di avviare l’installazione, bisogna accedere al sistema già installato e digitare ciò che segue (sostituendo opportunamente /dev/sda):

sudo dd if=/dev/sda of=MBR.bak bs=512 count=1

Il file MBR.bak ora contiene il primo settore del disco e per ripristinarlo, una volta installato l’altro sistema, sarà sufficiente accedere con una live, posizionarsi nella directory dove si è salvato il backup e digitare il seguente comando:

sudo dd if=MBR.bak of=/dev/sda bs=512 count=1

Se non avete un CD live a portata di mano e vi trovate costretti a poter utilizzare solo Windows, vi segnalo la disponibilità di una versione di dd anche per il sistema Microsoft.

Un vestito per la Lince

Come avrete saputo attraverso i canali ufficiali della Comunità Italiana di Ubuntu, è stato annunciato il concorso Italians do artworks better.

In realtà il progetto é ben più ambizioso: c’è l’intenzione  di creare una personalizzazione grafica completa del desktop firmata Ubuntu-it, ma mancano 15 giorni al Feature Freeze, Lucid verrà rilasciata fra tre mesi e, insomma, di tempo a disposizione ne è rimasto davvero poco, perciò si é scelto di intraprendere la via più breve (verranno presi in esame solo sfondi per il desktop, quindi niente temi) ma che, comunque, per la prima volta, ci porterà a fornire agli utenti la possibilità di vestire una release di Ubuntu con un abito italiano (si sa, in quanto a gusto non ci batte nessuno¹)

Le regole del gioco le trovate qui, lunedì prossimo saranno resi noti maggiori dettagli riguardanti i formati e le modalità per candidare i propri lavori.

[1] A dirla tutta, mi è capitato di incontrare qualche caso eccezionale: ma, per fortuna nostra e della nostra reputazione, pare che, a causa di enormi difficoltà di adattamento ai rapidi cambiamenti climatici occorsi in questi anni, anche gli ultimi esemplari rimasti della razza della foto si siano estinti.

Noi, i buoni

Sì, é il 2010 e sono tornato dall’UDS e so di non aver raccontato nulla, in realtà non sono neanche sicuro di farlo attraverso le pagine di questo blog.

Anzi, un paio di foto ve le concedo:

Jane Silber, Mark Shuttleworth, Paolo Sammicheli e io

Io, Paolo, Simone e Milo

Sì, so anche di avere diversi discorsi in sospeso: li riprenderemo quando ne avrò voglia.

Ho poco tempo, molto da studiare e altro su cui lavorare, perciò sarò sintetico: hanno chiuso il Bar Sport e per questo voglio congratularmi con i ragazzi del Gruppo Forum (i buoni, appunto), i quali, secondo me, hanno preso la decisione giusta.

Avviso ai naviganti: modem ONDA MT503HSA

L’ho ritrovato (si era perso nel trasloco) ma al momento non ho

  • la reale necessità,
  • il tempo,
  • credito sulla SIM

per smanettare con modem in questione, quindi vi prego di asternervi dal contattarmi attraverso l’apposito form e darmi qualche giorno (settimana?) di tempo per mettere al posto giusto tutti i frammenti della mia vita 🙂

Detto ciò, passiamo alle altre news:

  • è stato inaugurato il ciclo di sviluppo di Ubuntu 10.04 «Lucid Lynx»,
  • ho ricevuto (e accettato) un invito per Google Wave da parte di Aldo Latino (al quale vanno i miei sentiti ringraziamenti),
  • a Ubuntu 9.10 «Karmic Koala» sta piuttosto antipatico il mio MSI Wind U90 (date uno sguardo alle Note di rilascio),
  • ho contratto l’influenza per la seconda volta in 10 giorni.

In risposta a ……..

(Siate gentili, aiutatemi a sostituire adeguatamente i puntini del titolo, a questo indirizzo trovate tutte le informazioni sul mio coraggioso interlocutore): Dario, credo che tu abbia esperienza in fatto di utenti anonimi, nevvè?

Caro GM,

sei davvero simpatico, mentre te mi chiami per cognome io non ho neanche la più pallida idea di chi tu sia, ma si sa, questa è una delle comodità offerte dall’anonimato.

Ma facciamo un po’ di chiarezza: nel campo Depends presente nel file debian/contol di un pacchetto sorgente sono elencati tutti i pacchetti necessari all’esecuzione del relativo pacchetto binario (a n pacchetti binari nel source package corrispondono dunque n campi Depends) (+ macro come ${shlibs:Depends}, ${misc:Depends}, etc che vengono lette e convertire in nomi di pacchetti a tempo di building); vale un discorso simile anche per i campi Suggests e Recommends, con la differenza che i pacchetti elencati nei campi Suggests non vengono installati di default.

Quando si installa un pacchetto $p con apt-get (o aptitude) vengono installati e configurati $p + $pacchetti_dai_quali_dipende_p.

Successivamente, se si disinstalla lo stesso pacchetto $p con l’opzione autoremove, vengono disinstallati $p + $pacchetti_dai_quali_dipende_p + $pacchetti_precedentemente_installati_come_dipendenze_ora_non_più_necessari$pacchetti_marcati_per_l_installazione_manuale.

Se si disinstallasse $p senza l’opzione autoremove, i $pacchetti_dai_quali_dipende_p rimarrebbero installati e marcati come $pacchetti_precedentemente_installati_come_dipendenze_ora_non_più_necessari.

Il concetto di pacchetti orfani in sé é una supercazzora (also known as bosif) e ora ti do la dimostrazione (su Jaunty) della validità delle mie affermazioni:

sudo apt-get install meld

meld si tira dietro diverse dipendenze (queste sono quelle che compaiono a me):

I seguenti pacchetti NUOVI (NEW) saranno installati:
libgda3-3 libgda3-bin libgda3-common libgdl-1-0 libgdl-1-common meld
python-gnome2-extras
0 aggiornati, 7 installati, 0 da rimuovere e 8 non aggiornati.
È necessario prendere 0B/1867kB di archivi.
Dopo quest'operazione, verranno occupati 11,7MB di spazio su disco.

Una volta installato, prova a dare:

sudo apt-get autoremove meld

Il risultato é il seguente:
Lettura della lista dei pacchetti in corso... Fatto
Generazione dell'albero delle dipendenze in corso
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
I seguenti pacchetti erano stati automaticamente installati e non sono più richiesti:
python-gnome2-extras libgdl-1-common libgda3-common libgda3-bin libgda3-3
libgdl-1-0
I seguenti pacchetti saranno RIMOSSI:
libgda3-3 libgda3-bin libgda3-common libgdl-1-0 libgdl-1-common meld
python-gnome2-extras
0 aggiornati, 0 installati, 7 da rimuovere e 8 non aggiornati.
Dopo quest'operazione, verranno liberati 11,7MB di spazio su disco.

Come puoi vedere, le dipendenze sono correttamente calcolate. Ma cosa succede se dai un comando come il seguente?

sudo apt-get install meld && sudo apt-get install libgda3-bin

Lettura della lista dei pacchetti in corso... Fatto
Generazione dell'albero delle dipendenze in corso
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
I seguenti pacchetti verranno inoltre installati:
libgda3-3 libgda3-bin libgda3-common libgdl-1-0 libgdl-1-common
python-gnome2-extras
Pacchetti suggeriti:
libgda3-mysql libgda3-postgres libgda3-odbc libgda3-sqlite
python-gnome2-extras-doc python-gnome2-extras-dbg
I seguenti pacchetti NUOVI (NEW) saranno installati:
libgda3-3 libgda3-bin libgda3-common libgdl-1-0 libgdl-1-common meld
python-gnome2-extras
0 aggiornati, 7 installati, 0 da rimuovere e 8 non aggiornati.
È necessario prendere 0B/1867kB di archivi.
Dopo quest'operazione, verranno occupati 11,7MB di spazio su disco.
Continuare [S/n]?
Selezionato il pacchetto libgda3-common, che non lo era.
(Lettura del database ... 204085 file e directory attualmente installati.)
Spacchetto libgda3-common (da .../libgda3-common_3.0.2-5ubuntu1_all.deb) ...
Selezionato il pacchetto libgda3-3, che non lo era.
Spacchetto libgda3-3 (da .../libgda3-3_3.0.2-5ubuntu1_amd64.deb) ...
Selezionato il pacchetto libgda3-bin, che non lo era.
Spacchetto libgda3-bin (da .../libgda3-bin_3.0.2-5ubuntu1_amd64.deb) ...
Selezionato il pacchetto libgdl-1-common, che non lo era.
Spacchetto libgdl-1-common (da .../libgdl-1-common_2.26.0-0ubuntu1_all.deb) ...
Selezionato il pacchetto libgdl-1-0, che non lo era.
Spacchetto libgdl-1-0 (da .../libgdl-1-0_2.26.0-0ubuntu1_amd64.deb) ...
Selezionato il pacchetto meld, che non lo era.
Spacchetto meld (da .../meld_1.2-0ubuntu1_all.deb) ...
Selezionato il pacchetto python-gnome2-extras, che non lo era.
Spacchetto python-gnome2-extras (da .../python-gnome2-extras_2.19.1-0ubuntu14_amd64.deb) ...
Processing triggers for man-db ...
Processing triggers for menu ...
Configuro libgda3-common (3.0.2-5ubuntu1) ...
Configuro libgda3-3 (3.0.2-5ubuntu1) ...
Configuro libgda3-bin (3.0.2-5ubuntu1) ...
Configuro libgdl-1-common (2.26.0-0ubuntu1) ...
Configuro libgdl-1-0 (2.26.0-0ubuntu1) ...
Configuro meld (1.2-0ubuntu1) ...
Configuro python-gnome2-extras (2.19.1-0ubuntu14) ...
Processing triggers for libc6 ...
ldconfig deferred processing now taking place
Processing triggers for menu ...
Processing triggers for python-support ...
Lettura della lista dei pacchetti in corso... Fatto
Generazione dell'albero delle dipendenze in corso
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
libgda3-bin è già alla versione più recente.
libgda3-bin impostato per installazione manuale.
0 aggiornati, 0 installati, 0 da rimuovere e 8 non aggiornati.

La penultima riga è quella di nostro interesse: apt-get, dopo aver installato meld + dipendenze, ti dice che il pacchetto libgda3-bin é già installato ed é stato impostato come manuale.

Ora, proviamo a digitare di nuovo sudo apt-get autoremove meld:

Lettura della lista dei pacchetti in corso... Fatto
Generazione dell'albero delle dipendenze in corso
Lettura informazioni sullo stato... Fatto
I seguenti pacchetti erano stati automaticamente installati e non sono più richiesti:
python-gnome2-extras libgdl-1-common libgdl-1-0
I seguenti pacchetti saranno RIMOSSI:
libgdl-1-0 libgdl-1-common meld python-gnome2-extras
0 aggiornati, 0 installati, 4 da rimuovere e 8 non aggiornati.
Dopo quest'operazione, verranno liberati 5579kB di spazio su disco.
Continuare [S/n]?

È facile notare come libgda3-bin (e le relative dipendenze) non vengano più citati, perchè precedentemente marcati come installati manualmente.

Ora, come vedi, invece che rispondere alle tue battute scontate con altre che, sono sicuro, riscuoterebbero molto più successo (già, perchè devi sapere che, oltre che autorefenzialista sviluppatore pluridecorato, sono anche simpatico, intelligente e, beh, mettici anche sessualmente molto attivo), preferisco venirti incontro, illuminando quei lati a te oscuri del sistema che probabilmente usi.

Per concludere: l’unica cosa di cui davvero vado fiero, è quello di far parte di una Comunità meravigliosa formata da persone vere, corrette e competenti e che non hanno bisogno di celarsi dietro misteriosi acronimi.

Si chiama Comunità Italiana di Ubuntu: puoi passarci a trovare quando vuoi, la nostra porta è sempre aperta.