La nemesi si avvicina

Questo che segue è ciò che ho scritto sul questionario-burla di Almalaurea, alla sezione “Presentazione personale”:

Non sono assolutamente interessato a lavorare in Italia. Amo il mio paese e sono addolorato nel vederlo precipitare in un vortice mortale di depressione economica, ma é esattamente ciò che ci meritiamo. Buona parte dei meriti vanno al nostro sistema Universitario, che non forma assolutamente gli studenti e non li prepara ad affrontare il lavoro. Piuttosto l’Università continua a confermarsi il posto di lavoro ideale per professori raccomandati (solitamente accademici teorici inutili al mondo e alla propria vita) che trovano nell’umiliazione degli studenti l’unica vera gioia della propria esistenza, puntualmente dimenticando che quest’ultimi pagano loro lo stipendio. È difficile ricordare il momento in cui la Ricerca in Italia è morta, poichè ciò è avvenuto ormai troppo tempo fa, e una Università senza Ricerca è utile come una forchetta nella minestra. Fortunatamente molti dei nostri studenti con ambizioni di ricerca, gli stessi che per anni hanno dovuto sopportare innumerevoli soprusi da parte di un sistema di potere profondamente corrotto che punta solo al mantenimento di se stesso, trovano all’estero quelle occasioni che l’Italia, dopo averli allevati, allattati e cresciuti, nega loro. Ecco rivelata la nostra patria: benevola madre per pochi, lurida troia per molti altri.

Sono uno stimato professionista nel mio settore, ho ottenuto negli anni diversi riconoscimenti da parte di aziende e organizzazioni internazionali per la qualità del mio lavoro e tornando con la memoria agli anni di corso universitario, fatta eccezione per pochissimi casi particolari, non trovo neanche una sola persona meritevole della mia gratitudine. La stragrande maggioranza dei miei insegnanti si è sempre dimostrata verso di me e gli altri studenti orgogliosamente ignorante, altezzosa e priva di qualsiasi desiderio di accrescere l’esperienza propria e altrui. Bravissimi giudici nel sentenziare promozioni o bocciature sulla base di ridicoli esercizi di manierismo pseudo-tecnologico ma totalmente incompetenti nel rispondere a qualsiasi esigenza di natura pratica, sono loro uno dei cancri principali dell’intero sistema educativo nazionale: vanno assolutamente eliminati, e al più presto.

Roma3, anche Ingegneria esprime il suo dissenso

Questo NON è un articolo politico, l’autore desidera solamente riportare un fatto di cronaca.

Oggi pomeriggio, alle ore 18.00 circa, sulle scale di emergenza è apparso questo striscione:

Lo striscione "incriminato"

Mi ero concesso 10 minuti di pausa, giusto il tempo per revisionare un paio di pagine sul wiki di Ubuntu-it e, beh, sono rimasto a dir poco incredulo: conoscendo la mia facoltà e le persone che la frequentano, non avrei mai creduto di assistere a un gesto di aperto dissenso.

Brand personality e Linux

Desidero portare all’attenzione dei miei lettori una recente ricerca della prima Università di Roma che come obiettivo ha lo studio del coinvolgimento dei consumatori e il loro orientamento verso le marche dei sistemi operativi.

Per partecipare alla ricerca e compilare il questionario online, nel quale vi verranno poste domande su Windows, Mac OS X e Linux, sono richiesti solo un nome utente e una password.

Meccanica, SIW e tre settimane di vita, ovvero “La passione di Quadrispro”

Mi sono lasciato alle spalle un mese davvero infuocato: dei due esami sostenuti la scorsa settimana il secondo di questi mi ha letteralmente privato del sonno, già disturbato di suo da un fastidio acciacco fisico (ho scoperto di bruxare 🙁 sigh).

Mi riferisco a Sistemi informativi sul web, sicuramente il corso più interessante della mia esperienza universitaria, grazie al quale ho avuto modo di imparare, per la prima volta, aspetti e argomenti che avevo sempre tralasciato in passato, un po’ per pigrizia, un po’ per indolenza e un po’ perchè, beh, mi appassionano maggiormente i problemi di più basso livello.

E così mi sono ritrovato fra le mani un validissimo motivo per sviluppare i miei progetti utilizzando Java: servlet e JSP mi hanno aperto gli occhi su una parte di mondo che avevo sempre trascurato.

Sul sito del corso sono disponibili tutte le informazioni necessarie per sostenere e superare l’esame con successo, in particolare è possibile trovare le specifiche del progetto, da sviluppare in poco meno di un mese, della sessione appena conclusa.

E il risultato? È disponibile a questo indirizzo, mentre per il codice sarà necessario attendere un altro paio di settimane, lo pubblicherò a verbalizzazione conclusa.

Concludo con una nota relativa ai lavori di ristruttrazione del wiki: visto la fine annuncata del ciclo di vita di Edgy, ho quasi finito eliminare/segnalare-come-deprecate le guide dedicate a tale versione.

Pep-pepepeeee! Pep-pepepeeee! Pep-pepepee-pepeeee!!

Sììì! Sìììì! Dopo cinque anni!

Dopo cinque anni sono riuscito a fare un compito spettacolare per l’esame di Calcolo I!!!

Non ci posso creedere!!!

Terminato l’esame sono andato di corsa al Ricordi Mediastore di Termini, dove ho acquistato la Deluxe Edition di Alive 2007 dei Daft Punk! Yeah!

Non appena mi sarò ripreso da questi meritati giorni di assoluto fancazzismo tornerò a riempire di parole queste pagine.

Elettronica è andata

Che bestia di compito!

Ecco gli esercizi :

  1. analisi in continua di un transistor BJT (se poteva fà)
  2. analisi ai piccioli segnali di un MOSFET (un’autentica bastardata)
  3. descrizione di un integratore invertente (domanda teorica stronza)
  4. implementazione di una formula logica con transitor in tecnologia CMOS (qui ci si poteva stare)
  5. implementazione di una formula logica con i pass transistor (trattati con cinque-minuti-cinque di lezione) e con una PROM.

Ora, lasciate da parte le solite voci dell’aula, anche troppo ingenerose nei confronti della professoressa, io mi chiedo: ma qui qualcuno ogni tanto si ricorda che siamo ingegneri informatici e non elettrochimicomeccanici? Perchè non si cerca di aumentare la difficoltà degli esami caratterizzanti del nostro corso di studio invece che rendere impossibili queste inutili boiate che mai ci saranno utili nella nostra futura vita lavorativa?

E poi ci si lamenta che i neolaureati in ingegneria informatica sanno scrivere solo tre stronzate in Java… Che schifo….