CodeLite finalmente in Debian!

Per chi non lo conosce, ecco una schermata:

Un infinito grazie a David Paleino e Luca Falavigna!

Riferimenti

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Also sprach Zarathustra

Perché gli uomini non sono uguali: così parla la giustizia. E ciò che io voglio essi non possono volerlo!

Professare l’uguaglianza: che ipocrisia!

Accettare la diversità é il primo vero passo contro ogni discriminazione.

Non siamo tutti uguali e ognuno ha gli stessi diritti dell’altro, ma questo non significa che tutti possano prendere decisioni.

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Ubuntu, il caos intorno al nuovo look

Il look della Ubuntu che sarà ha dato vita a una bagarre senza precedenti, in breve ecco le principali fazioni che, da qualche settimana ormai si fronteggiano su forum e blog, e le loro opinioni:

  • partito del +1: “Che figo! In quanto a bellezza grafica, Leopard a Lucid glie fa na ‘pippa!”
  • partito del -1: “Che schifo! Chi cazzo é stato a spostare i pulsanti lì a sinistra?”

Chiariamo subito: io appoggio la tesi del primo partito, al di là della posizione dei pulsanti, Lucid rappresenterà davvero un salto di qualità e con ciò non intendo sostenere che non sia migliorabile, dico solo che, per la prima volta, avremo fra le mani qualcosa che sarà insieme usabile e graficamente accattivante.

Insomma, ecco la dimostrazione (mai fornita prima) del teorema:

usabile != bello_da_vedere

Non dimentichiamo che tutte le possibilità di personalizzazione dell’ambiente grafico resteranno immutate (per chi non l’avesse capito prima, mi riferisco a GNOME), ognuno sarà ancora libero di scegliere quale sfondo utilizzare, modificare il tema, {aggiungere,eliminare,modificare,spostare} i pannelli e, ebbene sì, ri-posizionare i famosi controlli delle finestre nella posizione originale.

A proposito di tali maledetti controlli: si tratta di un tentativo di cambiare qualcosa che obbligherà gli utenti decisi a mantenere il tema di default a adattarsi a cercare i pulsanti non più a destra, ma a sinistra. Ok, il primo impatto potrebbe provocare disorientamento ma, insomma, stiamo parlando dei pulsanti di massimizzazione&minimizzazione&chiusura delle finestre e mi vien da chiedere agli accaniti sostenitori del partito avverso cosa farebbero se un giorno fossero costrettti a traslocare di casa.

Ora, a tutto quello di cui sopra, aggiungiamo il re-branding e qui sarò breve: a me piace e, soprattutto, non riesco a vederlo come un rischio per la struttura della nostra Comunità nè per i meccanismi che ne regolano l’esistenza. Insomma, ci sono team che badano a raggiungere gli scopi prefissati, c’è un Development Team, un Security Team, un Artwork Team, un Design Team e molti altri, se si vuole partecipare ai processi decisionali non si può farlo scrivendo attraverso il proprio blog o postando messaggi sui forum, per farlo é necessario entrare a far parte della parte attiva della Comunità, quella parte composta da persone che, nel pieno rispetto delle regole, intraprendono dei percorsi all’interno della stessa.

Da ciò deriva che bisogna accettare che attribuire al mero utente la definizione di parte passiva non significa svilire il suo ruolo, i feedback sono sempre richiesti ma, appunto, l’utente non può pretendere di decidere con la propria opinione, anche se largamente condivisa. Se davvero l’utente vuole partecipare al team di sviluppo, può chiedere aiuto a qualche sviluppatore, proporre delle patch, iniziare a fare il triaging dei bug, oppure se preferisce entrare a far parte del Documentation team, dovrebbe cominciare leggendo tutta la pagina del wiki e iscriversi alla mailing list, etc.

Per concludere, sono d’accordo con Mark, questa non é una democrazia, forse questo sistema non é ancora perfettamente meritocratico ma mi sento di assicurare che chi si impegna viene sempre premiato.

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Windows 7, un silenzioso terrorista

Oggi é il mio compleanno.

Grazie, grazie mille per gli auguri, ma perdonatemi se non sono in vena di festeggiamenti.

Come no? I tuoi 26, ormai sei più vicino agli `enta` che agli `enti` e…

No, sul serio: non é aria. Tutto questo grazie a 7, il sistema operativo di casa Microsoft.

Molti mi avevano parlato dei miglioramenti introdotti nel successore di Vista ma il mio scarso interesse e la mia poca fiducia mi hanno sempre portato a ignorare tanti elogi e a procedere dritto per la mia strada. Almeno fino a venerdì scorso, giorno in cui ho acquistato un nuovo portatile.

Come potete immaginare, la macchina era già fornita di una copia autentica di 7 (che culo!) e il primo boot in assoluto l’ho eseguito proprio con il nuovo merdoso sistema operativo Microsoft (spero che mi vogliate perdonare l’uso dell’aggettivo, ma non riesco a trovarne uno più adatto).

Ma passiamo ai fatti e iniziamo dal principio:

Venerdì 19 febbraio

Appena avviato Windows, riavvio senza neanche consultare l’elenco dei programmi installati, ovviamente con un CD di Ubuntu 9.10 inserito nel lettore e procedo al partizionamento, ottenendo il seguente risultato come tabella delle partizioni:

  1. Partizione nascosta contenente il software del produttore (eMachines, ma dietro il suo nome si cela la più nota Acer), primaria.
  2. Partizione di ripristino di Windows, NTFS primaria.
  3. Windows 7, NTFS primaria.
  4. Estesa, partizione logica (circa 140 GiB) dedicata a Ubuntu, EXT4.
  5. Estesa, partizione logica (circa 35 GiB) dedicata a Debian, EXT3.
  6. Estesa, Linux swap di 3 GiB circa (per l’ibernazione).

Come potete facilmente immaginare, le operazioni successive sono state (in ordine):

  1. installazione di Ubuntu 9.10;
  2. installazione di Debian squeeze.

Finita la prima fase, sono passato a configurare e a personalizzare tutti i miei strumenti di lavoro: ambiente di sviluppo, chroot, chiavi SSH, GPG, impostazioni dei browser, installazione codec & pacchetti per il testing.

Sabato 20 febbraio

Il sistema va che é un’amore e, a parte un piccolo difetto nella gestione della luminosità dello schermo (risolto con un’opzione di boot del kernel), non c’é nulla che non funzioni esattamente come dovrebbe.

Domenica 21 febbraio

Mi alzo, ringrazio per gli auguri e studio un po’. Avrei potuto continuare a vivere felice e invece no, decido di trovare una soluzione definitiva al problema della luminosità dello schermo ed ecco l’idea:

Aggiornamento del BIOS

Ma per farlo serve Windows, così riavvio e al boot scelgo, per errore, la prima delle due partizioni NTFS, quella contenente il software di recovery di Windows.

Poco male, riavvia e scegli l’altra…

Appena parte l’interfaccia grafica del programma di ripristino, clicco immediatamente «Esci», con l’intenzione di tornare a GRUB2, il quale, invece di mostrarmi il solito menu, mi informa dell’assenza della partizione. Senza essere consapevole di ciò che era già accaduto e deciso a tentare il ripristino del boot loader, inserisco il CD live di Ubuntu, apro un terminale e digito: sudo fdisk -l

Faccio fatica a credere ai miei occhi, cerco di spiegare la realtà con la quale mi trovo a dover fare i conti aggrappandomi a poco probabili ipotesi riconducibili alla teoria del caos, ma senza successo: Windows ha piallato le due partizioni logiche contenenti Ubuntu e Debian.

Al posto delle sopracitate partizioni EXT4 e EXT3, ora c’è un buco etichettato come unallocated space e, difficile comprenderne il perché, l’unico superstite è la SWAP, risparmiata dalla furia genocida della razza GNU/Linux.

Ora, chi mi conosce sa bene che non ho mai usato termini come Winzozz, Micromerd, tantomeno ho mai affiancato alla promozione di Ubuntu altre attività denigratorie nei confronti dei concorrenti, ma con il racconto di ciò che mi è accaduto vorrei far rifliettere chi ancora sostiene che Windows 7 rappresenti un passo avanti e tale scopo, cari amici ancora affezionati a Windows, voglio illustrarvi uno scenario, che possiamo reputare poco probabile solo grazie alla correttezza dei sistemi open.

Immaginate di essere curiosi di voler provare per una volta un sistema diverso da quello che da sempre utilizzate; con buone probabiltà scarichereste un’immagine CD di una live con la quale avviare il vostro portatile. Ora calatevi nei miei panni e pensate a quanto vi incazzereste se, durante l’utilizzo della live, il sistema provvedesse di nascosto a distruggere la tabella delle partizioni del vostro disco fisso, rendendo di fatto inaccessibili tutti i vostri documenti, per presentarvi un messaggio, alla fine, simile al seguente:

Ciao! Cosa vuoi fare? Vuoi installare o tornare alla tua configurazione originale, lasciando tutto com’era prima?

Con quali motivi giustifichereste un comportamento del genere di quello sopra descritto?

Come definireste voi una tale politica?

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Italians do artwork better!

Ho poco tempo, perciò bando alle ciance, ecco l’annuncio e il regolamento:

Indicazioni base per partecipare alla prima edizione del concorso “Italians do artwork better”

  • Divertirsi nel realizzare lo sfondo.
  • Ogni partecipante può proporre quanti sfondi desidera.
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso deve essere inviato separatamente dagli eventuali altri.
  • La risoluzione richiesta è di 72 DPI. Trattandosi di sfondi, si consiglia di fornire immagini di dimensioni regolari (1024×768, 1280×1024, 1600×1200, etc).
  • Il nome di file dello sfondo inviato per il concorso deve contenere l’indicazione sulle dimensioni in pixel, per esempio titolo-1920×1080.png oppure sfondo-1280×1024.png e così via.
  • Il formato del file può essere a scelta JPEG, PNG o SVG
  • Sono inoltre ammessi gli “sfondi animati” supportati dallo GNOME Desktop (cfr http://anotherubuntu.blogspot.com/2009/11/dawn-of-ubuntu-returns.html); in tale caso dovrà essere fornito anche il file XML che regola i cambi di immagine.
  • Il soggetto dello sfondo è a scelta del partecipante: fotografie, pixmap, vettoriale, 3D, frattali…
  • Ogni sfondo con cui si partecipa al concorso può essere inviato in diverse dimensioni. In questo caso si deve inviare lo sfondo alle varie dimensioni sotto forma di archivio zip/tar.
  • Per inviare lo sfondo o gli sfondi con cui partecipare al concorso, inviare una email all’indirizzo <gruppo-documentazione@ubuntu-it.org> allegando il file e indicando nel corpo del messaggio i seguenti dati:
    • Nome del partecipante – la persona che partecipa al concorso e a cui accreditare la “vittoria”
    • Licenza – la licenza con cui lo sfondo è rilasciato (cfr dopo per licenze ammissibili)
    • Riconoscimenti – eventuali riconoscimenti a terzi che hanno collaborato alla realizzazione (per es. fornendo immagini e/o foto)
  • Gli sfondi dovranno pervenire entro il 31/03/2010.
  • La proclamazione dei vincitori avverrà il giorno precedente al rilascio della versione di Ubuntu 10.04 sui vari canali della comunità Ubuntu-it (Forum, Planet, …)
  • Gli sfondi vincitori verranno rilasciati al pubblico sotto forma di pacchetto DEB installabile.

Criteri di scelta ed eventuale esclusione

  • Le opere devono essere originali, ovvero prive di elementi (come immagini e campioni) di terze parti, di origine incerta o, in ogni caso, prive di informazioni riguardanti la licenza e gli autori originali; fanno eccezione i loghi ufficiali di Ubuntu e della Comunità Italiana
  • I vincitori del concorso verranno scelti in base a criteri oggettivi e soggettivi della commissione valutante (Magnifica Commissione Giudicante)
  • Tra i criteri oggettivi il fatto che l’opera non violi copyright, che sia aderente a quanto indicato poco sopra, che sia rilasciato con licenza adeguata…
  • Tra i criteri soggettivi il gusto estetico della commissione valutante, la maggiore o minore conformità allo stile grafico di Ubuntu (in particolare 10.04 e 9.10), essere uno sfondo “well behaving”
  • Per le qualità che dovrebbe possedere uno sfondo “well behaving”, cfr queste pagina web: http://designinginterfaces.com/Deep_Background e http://designinginterfaces.com/Few_Hues_Many_Values
  • Verranno automaticamente escluse le immagini che verranno pubblicate prima del termine del concorso stesso
  • Il giudizio della commissione è insindacabile e inappellabile
  • L’uso delle opere non vincitrici verrà “liberato” a conclusione del concorso stesso. La commissione valutante si riserva però la possibilità, qualora le opere proposte valide fossero numerose, di rilasciare successivi pacchetti con altre proposte valide non vincitrici in un secondo momento

Note legali

  • Ogni partecipante si assume la piena responsabilità del materiale inviato; la Comunità Italiana di Ubuntu e la commissione valutante declina ogni responsabilità su eventuali dichiarazioni fallaci o violazioni di copyright
  • Licenze ammesse per gli sfondi sono tutte quelle GPL compatibili (cfr http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#GPLCompatibleLicenses ) adeguate ad opere come sfondi (es. Artistic License 2.0, GPL, WTFPL 2.0…)
  • È consentito il “dual licensing”, a patto che sia tra quelle consentite indicate sopra
  • Indirizzi email e dati personali dei partecipanti non verranno usati per finalità diverse da quelle relative alla partecipazione al concorso

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Senza offesa

Partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa,ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica.

Partendo dall’idea che il mondo sarebbe sicuramente un posto migliore senza l’autore del ragionamento di cui sopra, ecco credo che si possa parlare di una persona della quale prima sentiremo la mancanza, meglio sarà per tutti.

Senza offesa, ovviamente.

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email

Backup e ripristino del Master Boot Record

Mi capita sovente di avere a che fare con persone desiderose di stabilire il primo contatto con un sistema operativo GNU/Linux, a condizione di non sentirsi obbligati a migrare definitivamente, abbandonando una volta per tutte Windows.

Non me ne voglia il buon Agostino Russo ma nove volte su dieci la soluzione che consiglio é il dual boot, configurabile automaticamente al momento dell’installazione e semplicissima da gestire in seguito.

Su una macchina con Windows già installato la questione si sbriga velocemente: terminata l’installazione, al riavvio l’utente può già scegliere quale sistema avviare. Al contrario, quando si procede a installare Windows su un sistema ove si è già precedentemente installato Ubuntu, la procedura non é automatica e diventa necessario reinstallare GRUB.

Ci sono delle procedure note per ovviare a tale problema (qui trovate le più comuni) ma se siete pigri anche solo la metà di quanto lo sono io, allora anche voi probabilmente preferirete procedere nel modo che più mi soddisfa, ovvero creando una copia di backup l’MBR prima di installare il nuovo sistema e effettuando in seguito il ripristino.

Prima di avviare l’installazione, bisogna accedere al sistema già installato e digitare ciò che segue (sostituendo opportunamente /dev/sda):

sudo dd if=/dev/sda of=MBR.bak bs=512 count=1

Il file MBR.bak ora contiene il primo settore del disco e per ripristinarlo, una volta installato l’altro sistema, sarà sufficiente accedere con una live, posizionarsi nella directory dove si è salvato il backup e digitare il seguente comando:

sudo dd if=MBR.bak of=/dev/sda bs=512 count=1

Se non avete un CD live a portata di mano e vi trovate costretti a poter utilizzare solo Windows, vi segnalo la disponibilità di una versione di dd anche per il sistema Microsoft.

Facebook Twitter Linkedin Plusone Pinterest Email